Bordighera ha detto addio a Beatrice, la bambina di due anni vittima di violenza, con un funerale che ha commosso l’intera comunità. La piccola è stata sepolta in una giornata di caldo opprimente, con centinaia di persone venute a renderle omaggio. La sua storia, un dramma collettivo, ha scosso profondamente la città.
Beatrice è stata trovata senza vita la notte tra l’8 e il 9 febbraio 2026, in circostanze drammatiche che hanno portato all’arresto della madre e del suo compagno. Il funerale, celebrato nella chiesa dell’Immacolata Concezione, è stato un momento di grande emozione, con il vescovo Antonio Suetta che ha parlato di una società interpellata da una tragedia così brutale.
Un funerale commovente e simbolico
La fotografia scelta per il funerale mostra Beatrice a piedi scalzi, con un vestitino rosa e un fiore di zucca tra le mani. Il feretro bianco, così piccolo da non essere visibile, è stato portato in chiesa tra due ali di folla. Il vescovo Suetta ha parlato di un’orco delle fiabe, un riferimento alla violenza subita dalla bambina, e ha invitato tutti a riflettere sul cuore dell’uomo.
La madre di Beatrice, arrestata subito dopo la morte della bambina, non ha potuto partecipare al funerale a causa del rischio di tensioni con la famiglia del padre. Il padre, Maurizio Rao, ha invece potuto dire addio alla figlia. La cerimonia è stata seguita da centinaia di persone, con i commercianti che hanno abbassato le serrande in segno di lutto.
L’inchiesta continua: le sorelle parleranno a ottobre
Il funerale ha segnato la fine di un capitolo, ma l’inchiesta sulla morte di Beatrice continua. Le due sorelle maggiori della bambina, considerate persone offese nel procedimento, saranno ascoltate il 16 ottobre nell’ambito di un incidente probatorio. Le loro dichiarazioni, raccolte in forma protetta, avranno valore di prova in un eventuale processo.
Le bambine sono già state sentite dal pubblico ministero durante le indagini, ma la difesa della madre ha richiesto un incidente probatorio per raccogliere la testimonianza nel contraddittorio tra le parti. Il curatore speciale delle sorelle si è opposto, temendo un ulteriore carico emotivo per le bambine. Il giudice per le indagini preliminari ha ammesso l’incidente probatorio, disponendo una serie di cautele per proteggere le bambine dalla pressione processuale e mediatica.
Le richieste della difesa e le preoccupazioni del curatore
La difesa della madre, Emanuela Aiello, ha richiesto l’incidente probatorio per conoscere ciò che le sorelle sanno dei rapporti intercorsi tra la madre e le tre figlie nei mesi precedenti la morte di Beatrice. Il curatore speciale, l’avvocato Giacomo Sottocasa, ha espresso preoccupazione per il rischio di vittimizzazione secondaria, sottolineando che le bambine erano già state ascoltate in forma protetta.
Il giudice ha condiviso le preoccupazioni del curatore, ma ha ritenuto necessario procedere con l’incidente probatorio sulla base delle disposizioni previste dal codice e dell’orientamento espresso dalla Cassazione. L’audizione si svolgerà nei locali della Questura di Genova, con modalità studiate per ridurne quanto più possibile l’impatto sulle bambine.
Il funerale di Beatrice ha segnato un momento di riflessione per l’intera comunità di Bordighera. La piccola, diventata la sorellina di tutti, ha lasciato un segno profondo nel cuore delle persone. L’inchiesta continua, con le sorelle che parleranno a ottobre, e la città attende giustizia per Beatrice.



