La Legione Carabinieri Abruzzo e Molise ha celebrato il 212° Annuale di Fondazione con due cerimonie distinte, tenutesi nella caserma “Tenente M.O.V.M. Enrico Rebeggiani” di Chieti e nella caserma “Fante M.O.V.M. Eugenio Frate” di Campobasso. Entrambi gli appuntamenti, fissati per la ricorrenza del 5 giugno — data storica in cui nel 1920 la Bandiera dell’Arma fu decorata con la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare — hanno visto la partecipazione di autorità civili, militari, religiose e rappresentanti delle associazioni d’Arma.
Interventi e valori richiamati dal comandante della Legione Gianluca Feroce
Nel corso delle manifestazioni il Comandante della Legione, Generale di Brigata Gianluca Feroceha ribadito come il punto di forza dell’Arma risieda nelle proprie radici e in una “bussola etica” fatta di militarità, competenza, coraggio e umiltà. Il Generale ha passato in rassegna i Reparti schierati, affiancato in alcuni momenti dal Comandante della Scuola Allievi Colonnello Bruno Capece e dal Comandante del Centro Nazionale Amministrativo, Generale di Brigata Baldassare Daidone. Nel suo discorso ha inoltre evidenziato l’importanza delle Stazioni Carabinieri come prima linea di prossimità, definite luoghi di accoglienza e ascolto fondamentali per contrastare reati predatori, truffe agli anziani e violenza di genere.
Riconoscimento del ruolo territoriale e attenzione ai giovani
Feroce ha sottolineato il lavoro diffuso delle Stazioni, descritte come presidi “molecolari” sul territorio in grado di intercettare bisogni di sicurezza e offrire supporto quotidiano. Ha inoltre richiamato l’impegno dell’Arma nella promozione della cultura della prevenzione e della legalità nelle scuole e nei luoghi di aggregazione, ponendo l’accento sull’importanza della vicinanza alle famiglie dei militari e sulle ragioni del ringraziamento verso il personale: nel discorso è stato ricordato che nell’ultimo anno sono rimasti feriti in servizio 102 militari.
Memoria storica: Eluet El Asel e Culqualber e omaggi ai caduti
Le celebrazioni hanno avuto un forte tono commemorativo: il Generale ha richiamato il sacrificio dei reparti storici e dei singoli caduti. È stato ricordato in particolare il sacrificio dei 300 uomini del 1° Battaglione Carabinieri Reali paracadutisti impegnati nella battaglia di Eluet El Asel in Libia nel 1941, così come la tragica difesa di Culqualber in Etiopia, dove persero la vita circa 2.600 tra Carabinieri e truppe coloniali nello stesso anno. Per entrambi gli episodi ricorre l’85° anniversarioelemento che ha dato alla giornata un profondo valore storico e commemorativo.
Ricordi di militari decorati
Nei vari interventi è stata espressa riconoscenza verso figure esemplari, tra cui il Carabiniere M.O. al merito civile Elio Di Mella e, nelle celebrazioni di Chieti, il Maresciallo Capo M.O.V.M. Marino Di Resta e l’Appuntato Scelto M.O.V.C. Giangabriele Menichini. Questi riferimenti hanno collegato il dovere quotidiano all’eredità storica dell’Istituzione.
Consegna di encomi e premi annuali a militari distinti
In entrambe le sedi sono state consegnate una serie di riconoscimenti per operazioni meritorie di polizia giudiziaria e per atti di valore umano e professionale. Tra gli insigniti figurano comandanti di Stazione e operatori dell’attività investigativa e radiomobile: nomi citati durante le cerimonie includono il Comandante in s.v. della Stazione di Castel del Giudice, Brig. Andrea Colecchia, il Cap. Paolo Bernabei del NOR di Isernia e il Cap. Matteo Genovese, comandante della Compagnia di Agnone, tra gli altri. A Chieti sono stati premiati, tra gli altri, il Mar. Ca. Michele Di Lembo (Stazione di Colonnella), il Lgt. Giovanni Pompigna (Stazione di San Salvo) e il Mar. Magg. Riccardo Antonio Carluccio (Stazione di Caramanico Terme).
Per l’attività svolta sul campo sono stati attribuiti principalmente encomi semplici e il tradizionale “Premio Annuale” ai comandanti di stazione particolarmente distintisi per la capacità di accogliere, ascoltare e sostenere la comunità locale. Le cerimonie si sono svolte con l’ingresso dei labari delle associazioni d’Arma e dei gonfaloni di Regione, Province e Comuni, e si sono concluse con un brindisi augurale e il consueto pranzo di corpo, a suggellare la memoria e la coesione interna dell’Arma.


