Un nuovo capitolo si apre per il Consorzio industriale Campobasso-Bojano. Il governatore Francesco Roberti ha infatti revocato l’incarico all’avvocatessa Enrica Verrusio nominando al suo posto la dirigente regionale Angela Aufiero come commissaria straordinaria dell’ente. La decisione, annunciata il 22 giugno, ha scatenato un acceso dibattito politico e amministrativo.
La nomina di Verrusio, avvenuta il 30 dicembre scorso, aveva già suscitato polemiche, in particolare da parte della consigliera del Pd Micaela Fanelli. Tuttavia, la revoca definitiva è stata motivata da contrasti sorti tra l’ex commissaria e la Regione, che ha il controllo sull’andamento e l’operatività del Consorzio. La mancata fiducia nei confronti di Verrusio ha portato alla decisione di Roberti.
Le motivazioni della revoca
L’obiettivo della fase commissariale era la ricostituzione degli organi del Consorzio. Tuttavia, alcuni atti approvati da Verrusio per attuare questo percorso sono finiti nel mirino di alcuni Comuni consorziati. In particolare, l’avvocatessa aveva approvato le istanze di riammissione di tre Comuni – BaranelloCastropignano e San Massimo – accertando il versamento delle quote arretrate e disponendo la riammissione nell’ente. Il 10 giugno, aveva poi convocato il Consiglio generale per il 23 e il 24 giugno, in prima e seconda convocazione, per l’insediamento, l’elezione del presidente e del Consiglio direttivo.
Qui è iniziato il cortocircuito. La Regione ha chiesto a Verrusio di revocare la convocazione del Consiglio per verificare la documentazione contabile e finanziaria dei Comuni aderenti, ridefinire il perimetro del Consorzio e perché la variazione statutaria non era stata autorizzata dall’esecutivo di Palazzo Vitale. Verrusio, tuttavia, non ha accolto la richiesta. Nel frattempo, i Comuni di CasalcipranoSan Polo Matese e Campochiaro hanno chiesto l’intervento della Regione, contestando l’operato della commissaria nel merito e nella tempistica dei provvedimenti.
Le dichiarazioni di Enrica Verrusio
Raggiunta da Primo Piano Molise Verrusio ha ribadito che «il Consorzio è un ente pubblico economico dotato di propria personalità giuridica e non si atteggia quale partecipata della Regione. Il commissariamento, per quanto sia di adozione regionale, non deve contrastare con la natura e le funzioni pubbliche dell’Ente commissariato». Ha inoltre precisato che il suo compito è stato legittimamente adempiuto, addirittura prima della scadenza dei sei mesi di mandato.
Verrusio ha aggiunto di non essersi prestata a un ruolo di “mero esecutore” delle esigenze espresse dal presidente della Regione, che le aveva addirittura richiesto di «non adottare ulteriori atti amministrativi senza la preventiva approvazione di questa Presidenza». «Quello che succederà in concomitanza della riorganizzazione degli organi consortili – ha proseguito – ma anche successivamente, magari iniziative dettate da pressioni politiche, non rientra nel controllo di nessun commissario straordinario, nemmeno di quelli eventualmente asserviti agli ordini che provengono da chi li nomina, né può essere considerato causa del mandato espletato che si è risolto positivamente nonostante il defenestramento da parte del presidente della Giunta».
«Una cosa è certa, dato il trattamento che mi è stato riservato dalla coalizione di centrodestra alla quale mi sono pregiata di appartenere nella speranza di poter cambiare le sorti del Molise: oggi – ha concluso Verrusio – ho deciso di attuare un radicale cambiamento nelle scelte onorandomi di entrare far parte del partito Futuro Nazionale, con la consapevolezza che alcune logiche di potere e di spartizione degli incarichi e di svendita degli interessi dei molisani, potranno essere finalmente sradicate».
Le implicazioni politiche
La decisione di revocare Verrusio e nominare Aufiero ha sollevato questioni politiche significative. Verrusio ha infatti criticato apertamente le pressioni politiche che, a suo avviso, hanno influenzato il suo operato. La sua decisione di unirsi al partito Futuro Nazionale rappresenta un segnale forte di dissenso verso la coalizione di centrodestra e una critica alle logiche di potere che, secondo lei, hanno caratterizzato la gestione del Consorzio.
La nomina di Aufiero, d’altra parte, segna un nuovo inizio per il Consorzio industriale Campobasso-Bojano. La dirigente regionale dovrà affrontare la sfida di ricostituire gli organi del Consorzio e di ridefinire il suo perimetro operativo, in un contesto segnato da tensioni politiche e amministrative. La sua capacità di navigare in queste acque agitate sarà cruciale per il futuro dell’ente e per la realizzazione degli obiettivi prefissati.



