I militari del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Campobasso hanno eseguito un controllo ispettivo in una realtà che si occupa di stoccaggio, cernita e compattazione di rifiuti metallici destinati al recupero. L’attività ha evidenziato una serie di omissioni relative alla radioprotezione, ovvero l’insieme delle misure volte a prevenire i rischi derivanti dall’esposizione a radiazioni ionizzanti, con conseguenze sia amministrative che penali per il responsabile dell’azienda.
Irregolarità riscontrate durante l’ispezione
Nel corso dei controlli gli operatori hanno constatato che l’impianto non eseguiva i previsti controlli radiometrici sui rifiuti in ingresso, una verifica fondamentale nel settore dei rottami metallici per evitare l’introduzione involontaria di sorgenti radioattive. È emersa inoltre l’assenza del registro dei controlli radiometrici presso la sede dell’azienda e la mancanza dei documenti che definiscono le procedure di sorveglianza radiometrica e le modalità di gestione di eventuali ritrovamenti di materiale radioattivo.
Formazione e responsabilità del personale
Un’altra lacuna significativa segnalata dagli inquirenti riguarda la formazione: l’azienda non ha prodotto certificazioni che attestino la formazione e l’informazione del personale incaricato delle attività di sorveglianza radiometrica. La presenza di operatori adeguatamente formati è infatti un elemento fondamentale per garantire che le procedure di sicurezza vengano effettivamente applicate e che eventuali allarmi o ritrovamenti siano gestiti correttamente.
Conseguenze legali e amministrative
A seguito degli accertamenti, contro un soggetto è stata formalizzata una denuncia all’autorità giudiziaria per le violazioni riscontrate in materia di radioprotezione. Sul piano amministrativo, le omissioni hanno comportato l’applicazione di una sanzione pecuniaria pari a 20.000 euro, comminata per la violazione delle norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione dai pericoli derivanti dall’esposizione a radiazioni ionizzanti.
Perché i controlli radiometrici sono obbligatori
Nel settore del recupero dei materiali ferrosi, apparecchiature dismesse o componenti industriali contenenti sorgenti radioattive possono accidentalmente finire tra i rifiuti destinati al riciclo. Per questa ragione la normativa impone che gli impianti effettuino verifiche all’ingresso dei materiali, mantengano una tracciabilità attraverso registri e dispongano di procedure scritte per la gestione degli eventi. Il mancato rispetto di questi obblighi espone sia i lavoratori sia l’ambiente a rischi potenzialmente gravi.
Implicazioni per il settore e buone pratiche
L’intervento del NOE sottolinea come la conformità alle norme di radioprotezione non sia un mero adempimento burocratico, ma un elemento essenziale per la sicurezza degli impianti di recupero. Le imprese del comparto sono invitate a implementare sistemi di monitoraggio all’ingresso dei rifiuti, a mantenere aggiornati i registri e a programmare percorsi di formazione specifici per il personale addetto alla sorveglianza.
Misure consigliate per le aziende
Tra le pratiche raccomandate figurano l’installazione e la taratura regolare di strumenti per i controlli radiometrici, la redazione di procedure operative standard che descrivano i protocolli di allerta e intervento e la verifica periodica delle competenze degli operatori tramite attestati e corsi specifici. L’adozione di questi accorgimenti riduce il rischio di intercettare sorgenti radioattive in modo inadeguato e contribuisce a dimostrare la diligenza dell’azienda in caso di ispezioni.
Conclusioni
L’azione del Nucleo Operativo Ecologico ha portato alla luce criticità che hanno determinato una denuncia e una sanzione amministrativa significativa. Il caso mette in evidenza la necessità per le imprese del settore dei rifiuti metallici di conformarsi alle norme di radioprotezione, mantenere documentazione aggiornata e investire nella formazione del personale per evitare rischi per la salute pubblica e conseguenze legali.


