2 Ottobre 2026 🌤 23°

Crisi Kes a Vinchiaturo: presidio davanti alla Regione e richiesta di un tavolo nazionale

La vertenza legata alla chiusura dello stabilimento di Vinchiaturo sale di livello: presidio davanti alla Regione Molise, sciopero dei lavoratori e pressioni dei sindacati per un tavolo nazionale che coinvolga la multinazionale e il governo.

Crisi Kes a Vinchiaturo: presidio davanti alla Regione e richiesta di un tavolo nazionale

La protesta contro la decisione della multinazionale di chiudere lo stabilimento di Vinchiaturo si è concentrata davanti alla sede della Regione Molise a Campobasso, dove i lavoratori hanno convocato un presidio e proclamato uno sciopero pomeridiano dalle 15:00 alle 18:00.

L’azione è stata promossa dalle rappresentanze sindacali per opporsi alla chiusura definitiva del sito produttivo, che mette a rischio l’occupazione di 27 dipendenti nello stabilimento molisano e si inserisce in una riorganizzazione più ampia che interessa altri stabilimenti italiani del gruppo.

Presidio a Campobasso e calendario delle iniziative

La mobilitazione pubblica davanti alla sede regionale è stata scelta come momento di visibilità e informazione: i lavoratori si aspettano aggiornamenti sul confronto istituzionale e sulle proposte concrete che possano evitare la definitiva cessazione delle attività a Vinchiaturo. Il presidio, previsto per mercoledì nel pomeriggio, servirà anche a comunicare agli addetti gli esiti del vertice convocato dall’assessore regionale al Lavoro, Gianluca Cefaratti.

Secondo quanto comunicato dalle organizzazioni sindacali, l’azienda ha già aperto la procedura di licenziamento collettivo e ha indicato come possibile misura alternativa la concessione di un anno di cassa integrazione per parte del personale, proposta finora giudicata insufficiente dai rappresentanti dei lavoratori.

Numeri dello stato industriale e tempistiche

Lo stabilimento di Vinchiaturo è operativo dal 1991 e rischia di interrompere una presenza industriale trentacinquennale sul territorio. L’azienda ha fissato a metà agosto la scadenza per la chiusura definitiva delle attività locali, mentre la vertenza è già collegata a un piano di delocalizzazione che coinvolge complessivamente tre siti nazionali.

Richieste sindacali, tavoli regionali e sollecitazioni al governo

I principali sindacati di categoria — tra cui Fim-CislFiom Cgil e Uilm-Uil — hanno sollevato la questione al livello nazionale, chiedendo la convocazione urgente del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso per aprire un confronto diretto con la multinazionale e valutare soluzioni che evitino la perdita di posti di lavoro.

Contestualmente, le segreterie territoriali di Uilm hanno portato avanti interlocuzioni con le Regioni interessate: durante un incontro in Regione Lazio, i dirigenti sindacali hanno chiesto la sospensione delle procedure di licenziamento e la possibilità di analizzare nel dettaglio il piano industriale dell’azienda, così da valutare investimenti e prospettive produttive.

Proposte e condizioni sollecitate dai rappresentanti dei lavoratori

I rappresentanti di Uilm hanno sottolineato la necessità di «fermare il tempo» per poter esaminare con calma il progetto industriale e le ricadute occupazionali, richiedendo strumenti che includano sia ammortizzatori sociali sia percorsi di riqualificazione del personale. I sindacati hanno chiarito di non accettare la sola delocalizzazione come soluzione e hanno avanzato la richiesta di un piano di rilancio basato sul know-how interno e sulle competenze tecniche presenti nei siti coinvolti.

Impatto territoriale: Vinchiaturo, Aprilia e Vimercate

La riorganizzazione del gruppo investe, oltre a Vinchiaturo, anche gli stabilimenti di Aprilia e Vimercate per un totale di 99 lavoratori interessati dalle procedure di licenziamento. Questo dato ha ampliato la portata della controversia, trasformando una vertenza locale in una questione che richiede un intervento coordinato tra istituzioni regionali e governo centrale.

Nel Sannio e nelle aree limitrofe cresce il timore per gli effetti occupazionali e sociali: già in altri casi simili, la perdita di stabilimenti produttivi ha generato difficoltà economiche per famiglie e comunità locali. Per questo motivo le richieste sindacali puntano a strumenti che contemperino la tutela dell’occupazione con eventuali misure di transizione industriale.

Appuntamenti e prossime convocazioni ufficiali

Oltre all’incontro promosso dall’assessore regionale al Lavoro, è stato programmato un nuovo confronto in Regione Lazio per il 30 giugno, che servirà a definire le prossime mosse prima dell’eventuale convocazione del tavolo nazionale. Le parti hanno concordato la necessità di esaminare il piano industriale dell’azienda prima di qualsiasi decisione definitiva, auspicando un dialogo aperto e senza posizioni predeterminate.

Fino a quando non arriveranno risposte concrete dall’azienda e dalle istituzioni centrali, la mobilitazione dei lavoratori e la pressione sindacale resteranno al centro della gestione della vertenza, con l’obiettivo dichiarato di salvaguardare i posti di lavoro e le competenze presenti nei siti coinvolti.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Campobasso adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 2 Ottobre