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Decesso di un detenuto dopo operazione per ernia: l’Asrem apre un’indagine

Un detenuto 50enne della provincia di Campobasso è morto all'Ospedale Cardarelli dopo un intervento programmato per un'ernia. L'Asrem ha avviato accertamenti per ricostruire il percorso clinico e verificare eventuali responsabilità.

Decesso di un detenuto dopo operazione per ernia: l’Asrem apre un’indagine

Un detenuto di 50 anni è deceduto nei giorni successivi a un intervento programmato per ernia eseguito all’Ospedale Cardarelli di Campobasso, dopo il trasferimento in terapia intensiva avvenuto il 22 maggio. L’Asrem ha attivato una verifica interna per ricostruire il percorso clinico e valutare il rispetto delle procedure.

Il caso è rilevante per la sicurezza delle cure e per la gestione sanitaria in regime detentivo. L’indagine intende chiarire se l’esito sia legato a complicanze imprevedibili o a eventuali criticità organizzative e clinico-assistenziali. Ultimo aggiornamento: 11 giugno 2026.

Verifica interna Asrem e ruolo del direttore Giovanni Di Santo

L’Azienda sanitaria regionale del Molise ha avviato un’indagine interna e il direttore generale Giovanni Di Santo ha nominato un nucleo ispettivo incaricato di esaminare in dettaglio le fasi del ricovero e le pratiche adottate. Il mandato include la valutazione della documentazione clinicadelle cartelle operatorie e del monitoraggio post operatorio, con attenzione alla coerenza con i protocolli vigenti.

La verifica copre l’intero arco temporale: dal trasferimento dalla Casa Circondariale di Campobassoal ricovero per l’intervento, fino all’accesso in terapia intensiva del 22 maggio e ai trattamenti somministrati fino al decesso. L’obiettivo è accertare la correttezza delle procedure e individuare eventuali criticità di processo nella gestione clinica.

Dal trasferimento all’ospedale al ricovero in rianimazione del 22 maggio

Il paziente era stato trasferito dal carcere all’Ospedale Cardarelli per un’operazione ritenuta programmata e, in base agli atti, priva di specifiche criticità al momento dell’ingresso. L’intervento per riparazione di ernia è stato eseguito come procedura di routine, con monitoraggio post operatorio avviato secondo le prassi. Nelle ore o nei giorni successivi si è registrata una progressiva instabilità clinicacon peggioramento del quadro generale.

A fronte dell’aggravamento, il paziente è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva il 22 maggio, dove ha ricevuto terapie di supporto e un monitoraggio avanzato. Nonostante l’intensificazione delle cure, il quadro non si è stabilizzato e l’uomo è deceduto nei giorni seguenti al ricovero in rianimazione. Non sono stati diffusi dettagli sulle specifiche complicanze, in attesa degli esiti istruttori.

L’analisi ispettiva punterà a ricostruire con precisione la sequenza temporale degli eventi: preospedalizzazione, atto chirurgico, sorveglianza post operatoria e gestione dell’aggravamento. Saranno confrontate le procedure previste con quelle effettivamente eseguite, includendo eventuali interventi farmacologiciparametri di monitoraggio e decisioni cliniche al passaggio in rianimazione.

Profili detentivi e continuità assistenziale tra carcere e ospedale

L’uomo, originario della provincia di Campobasso e ristretto per un procedimento legato alla detenzione di armiè stato gestito secondo il modello di collaborazione tra istituto penitenziario e sanità civile. L’indagine valuterà anche le modalità di trasferimentola custodia durante il ricovero e la continuità assistenziale nel passaggio tra carcere e ospedale, per verificare la conformità alle normative e alle procedure operative applicabili.

La morte di un detenuto durante un percorso di cura all’interno di una struttura pubblica solleva interrogativi sulla tempestività delle escalation clinichesulla comunicazione tra équipe e sull’aderenza ai protocolli. L’Asrem ha indicato che la riservatezza sui dettagli clinici resta necessaria per tutelare la privacy del paziente e il corretto svolgimento delle verifiche, con la promessa di rendere noti gli esiti al termine dell’esame.

Al momento risultano confermati i punti principali: paziente di 50 anni, intervento programmato per ernia al Cardarelli, peggioramento post operatorio con trasferimento in terapia intensiva il 22 maggio e decesso nei giorni successivi. L’accertamento interno in corso, disposto dal direttore generale Giovanni Di Santo, mira a stabilire se l’esito sia stato determinato da complicanze non evitabili o se siano emerse aree di miglioramento nella gestione sanitaria del caso.

Gli sviluppi dell’attività ispettiva saranno decisivi per eventuali provvedimenti interni e per l’aggiornamento dei protocolli cliniciladdove necessario. La vicenda interessa direttamente la comunità molisana e, in particolare, la provincia di Campobasso, con attenzione puntata sulla qualità del percorso chirurgico e della rianimazione in contesti ad alta vulnerabilità.

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