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Degustazioni e sensibilizzazione per i prodotti locali a Campobasso

A Campobasso, sabato 13 giugno, si terrà l'evento 'A tutto grano' per promuovere i sapori autentici del grano italiano e sensibilizzare i cittadini sull'importanza dei prodotti locali.

Degustazioni e sensibilizzazione per i prodotti locali a Campobasso

Campobasso si prepara a celebrare i sapori autentici del grano italiano con l’evento ‘A tutto grano’in programma sabato 13 giugno nel mercato coperto Campagna Amica. L’iniziativa, promossa da Coldiretti Molise, mira a sensibilizzare i cittadini sull’importanza del consumo di prodotti locali e a valorizzare le tradizioni legate al grano italiano.

Dopo la manifestazione di mercoledì scorso, che ha visto oltre 300 agricoltori e allevatori riunirsi in piazza Prefettura per difendere il grano e l’olio italiani, l’evento di sabato rappresenta un ulteriore passo verso la promozione dei prodotti Made in Italy. Dalle 10 alle 13, i visitatori potranno scoprire le produzioni locali di grani antichi e degustare una torta realizzata con le farine di questi prodotti, decorata con frutta fresca di stagione.

La difesa del grano e dell’olio italiani

La protesta degli agricoltori di Coldiretti non si limita a Campobasso. In tredici capoluoghi italiani, tra cui Roma, Bari, Bologna, Napoli, Palermo, Firenze, Cagliari, Pescara, Ancona, Perugia, Potenza e Cosenza, migliaia di agricoltori sono scesi in piazza per protestare contro le manovre speculative che stanno colpendo l’olio extravergine d’oliva e il grano, due simboli dell’agroalimentare nazionale e della Dieta Mediterranea.

I manifestanti hanno consegnato ai prefetti un documento ufficiale contenente le rivendicazioni del settore per tutelare i prodotti 100% italiani, chiedendo che vengano inseriti stabilmente in tutte le mense pubbliche, comprese quelle scolastiche e ospedaliere. Le speculazioni e l’importazione selvaggia stanno provocando un forte crollo delle quotazioni, mettendo a rischio la tenuta economica delle aziende agricole.

Le richieste di Coldiretti

Coldiretti ha richiesto un intervento immediato contro i tentativi di alterazione del mercato, denunciando come al Sud il grano sotto trebbiatura venga pagato appena 19 centesimi al chilo, a fronte di un costo minimo della pasta di 2 euro al chilo e del pane a 3 euro. Per contrastare le frodi sull’origine e i trucchi legati all’ultima trasformazione sostanziale prevista dal codice doganale, l’organizzazione ha chiesto di intensificare le ispezioni attraverso l’uso di tecnologie innovative, come la risonanza magnetica e la mappatura isotopica.

Tra le altre misure sollecitate figurano l’applicazione rigorosa della legge contro le pratiche sleali e le vendite sotto i costi di produzione, il divieto di miscelazione tra olio extravergine e sottoprodotti trattati termicamente, l’introduzione della fatturazione obbligatoria delle olive per garantire la tracciabilità, la sospensione dell’importazione a dazio zero dalla Tunisia e il blocco del meccanismo del traffico di perfezionamento attivo (Tpa) sull’olio estero.

La situazione critica dell’olio extravergine d’oliva

L’olio extravergine di oliva rappresenta uno dei casi più critici. Nell’ultimo anno, il prezzo del prodotto ha subito un calo del 50%, mentre i costi di produzione a carico delle aziende nazionali sono aumentati di oltre 200 euro a ettaro. I dati della filiera evidenziano una forte discrepanza tra la produzione nazionale, pari a circa 234 milioni di litri, e il volume complessivo dei consumi interni (461 milioni di litri) a cui si aggiungono 318 milioni di litri destinati all’esportazione e 545 milioni di litri di importazioni annue.

In Calabria, a fronte di 180.000 ettari olivetati e una ricca presenza di cultivar autoctone, la produzione per la campagna 2026/2026 si è attestata poco al di sotto delle 40.000 tonnellate, mantenendo standard qualitativi elevati. Coldiretti ha richiesto controlli a tappeto sull’origine sfruttando gli strumenti della Legge Caselli contro l’agropirateria e l’applicazione del principio di reciprocità nei contratti commerciali internazionali.

Il grano duro tra prezzi minimi e rischio glifosato

La situazione appare complessa anche sul fronte del grano. Coldiretti segnala che, con l’avvio della campagna di raccolta, sono in atto tentativi di acquisto del grano duro alla cifra di 19 centesimi al chilo, una quotazione considerata insufficiente a coprire le spese e lesiva del lavoro dei cerealicoltori. Viene inoltre denunciato il rischio di triangolazioni finalizzate a far passare come italiano il grano importato dall’estero, unitamente al continuo arrivo di navi cariche di grano trattato con glifosato, una sostanza chimica vietata in Europa per le operazioni di essiccazione pre-raccolta.

Per salvaguardare la filiera cerealicola, Coldiretti ha richiesto controlli a tappeto sull’origine sfruttando gli strumenti della Legge Caselli contro l’agropirateria e l’applicazione del principio di reciprocità nei contratti commerciali internazionali, vietando l’ingresso di prodotti trattati con standard non consentiti nell’Unione Europea. Viene inoltre chiesta l’esclusione dalla Commissione Unica Nazionale (Cun) Grano dei commissari in conflitto di interessi e l’erogazione immediata di 40 milioni di euro per ridurre i costi di produzione dei coltivatori inseriti nei contratti di filiera.

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