L’Italia è un tesoro di patrimonio culturale e paesaggistico spesso sottovalutato. Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – ha lanciato la tredicesima edizione del censimento ‘I Luoghi del Cuore’, raccogliendo già oltre 350mila preferenze in due mesi. Questo progetto, sostenuto da Intesa Sanpaolo e patrocinato dal ministero della Cultura, è diventato un vero e proprio motore di valorizzazione per i beni diffusi in tutto il Paese.
La classifica provvisoria rivela una straordinaria varietà di siti, da castelli e abbazie a beni insoliti come aree naturali, grotte preistoriche e ponti storici. A guidare la classifica sono le Lame di Puglia un’area carsica che collega l’altopiano delle Murge al Mare Adriatico. Seguono le Grotte rupestri di Verzino nel Crotonese e il Convento di Renacavata vicino a Camerino.
I luoghi più votati in Italia
La top ten comprende anche Villa San Leonardo al Palco di Prato, il Santuario delle Sette Chiese di Monselice, Cascina Monluè a Milano e il Ponte San Michele di Paderno d’Adda. Questi siti rappresentano una mappa dell’Italia meno conosciuta ma ricca di storia e bellezza.
Il censimento non è solo un modo per esprimere preferenze, ma anche un’opportunità concreta per i territori. I luoghi che raggiungeranno almeno 3mila voti potranno accedere a un bando per ottenere contributi destinati a progetti di recupero, restauro o valorizzazione. I primi tre classificati potranno concorrere a finanziamenti rispettivamente di 70mila, 60mila e 50mila euro.
La Campania in lizza per il titolo
Tra i siti campani più votati spicca Villa Pignatelli di Montecalvo a San Giorgio a Cremano, con 3.100 preferenze. Questo monumento racconta la stagione di splendore dell’area vesuviana nel XVIII secolo e versa oggi in uno stato di grave degrado. Altri siti campani in classifica includono la chiesa di Santa Maria Visita Poveri di Ottaviano e il castello delle Pietre di Capua.
Le votazioni resteranno aperte fino al 15 dicembre e potranno essere effettuate online sul sito o attraverso moduli cartacei predisposti dai comitati promotori. L’obiettivo è continuare a coinvolgere cittadini e comunità nella tutela di un patrimonio spesso poco conosciuto ma fondamentale per la memoria e l’identità dei territori italiani.
