La questione dei cinghiali a Campobasso continua a dividere le istituzioni locali. L’assessore regionale con delega al Piano venatorioArmandino D’Egidio ha risposto alle critiche della sindaca Marialuisa Forte rivendicando le misure adottate dalla Regione Molise per contenere il problema.
Il dibattito è nato dopo un episodio in cui un cinghiale ha inseguito un cittadino in via Garibaldi riportando l’attenzione su un fenomeno che ormai affligge non solo il capoluogo molisano, ma l’intera regione. D’Egidio ha sottolineato che il problema è arcinoto e che la Regione sta lavorando da tempo per tutelare sia l’incolumità pubblica che le aziende agricole, spesso colpite dai danni causati dagli ungulati.
Le critiche della sindaca Forte e la risposta della Regione
La sindaca Forte aveva sollecitato l’attivazione immediata degli interventi di controllo e contenimento già concordati, sottolineando che la gestione della fauna selvatica rientra nelle competenze regionali. Tuttavia, D’Egidio ha replicato che i Comuni non sono spettatori impotenti e possono attivare misure preventive ordinarie per ridurre l’attrattività del contesto urbano.
L’assessore ha criticato la gestione dei rifiuti a Campobasso, definendola un disastro della differenziata che rappresenta un collettore di cinghiali. Secondo D’Egidio, le misure adottate dal Comune, come il divieto di foraggiamento per animali selvatici e la pulizia dei terreni, sono state inefficaci e non sufficienti ad arginare il fenomeno.
Le misure adottate dalla Regione Molise
La Regione Molise ha attivato diversi strumenti di gestione e contenimento previsti dalla normativa, tra cui la caccia tradizionale la caccia di selezione e il selecontrollo. Quest’ultimo assume particolare rilievo nelle zone periurbane e nelle aree più delicate, dove gli ordinari strumenti venatori non risultano sufficienti.
Il Piano di caccia di selezione 2026 è stato approvato con la Deliberazione della Giunta regionale n. 140 del 20 giugno 2026 e avviato a luglio. Inoltre, la legge regionale n. 7 del 26 maggio 2026 ha anticipato al 20 febbraio il termine per la restituzione dei carnieri, consentendo una programmazione più tempestiva per il 2027.
Un approccio articolato alla gestione dei cinghiali
D’Egidio ha ribadito che la gestione della popolazione di cinghiale non può essere ricondotta a un’unica modalità di intervento, ma richiede un approccio articolato. La Regione ha mantenuto e attivato la caccia tradizionale come ordinario strumento di prelievo venatorio, affiancandola alla caccia di selezione e alle attività di selecontrollo.
L’obiettivo è intervenire anche nei contesti più delicati, dove la presenza degli ungulati rappresenta una criticità particolare. L’assessore ha concluso invitando la sindaca Forte a presentare proposte valide, che la Regione sarebbe ben lieta di condividere, sottolineando che sono già operativi sul territorio per arginare la problematica dei cinghiali.



