La piccola comunità di Pietracatella è ancora scossa dal giallo della ricina il veleno che ha stroncato la vita di Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita lo scorso dicembre. Le indagini, coordinate dalla Procura di Larino stanno entrando in una fase cruciale con l’attesa dei risultati delle analisi condotte dal Robert Koch Institut di Berlino.
Le analisi del Robert Koch Institut e le proroghe previste
La procuratrice Elvira Antonelli ha chiarito che al momento nessuna relazione dei consulenti tedeschi è stata depositata. Le analisi sui 131 campioni prelevati dall’abitazione delle vittime richiedono più tempo del previsto. “Ritengo ci saranno richieste di proroga di 30 giorni ciascuna entro e non oltre i sei mesi dalla data di inizio delle operazioni di consulenza tecnica”, ha spiegato Antonelli, sottolineando la complessità delle attività in corso.
Nuovi sviluppi e testimonianze chiave
Intanto, la Squadra Mobile di Campobasso si prepara a sentire un nuovo testimone chiave: il marito dell’insegnante amica di Gianni Di Vita, padre e marito delle vittime. L’uomo, tecnico di laboratorio all’Istituto agrario di Riccia potrebbe fornire informazioni cruciali per fare luce su alcuni rapporti personali e frequentazioni legati alla famiglia Di Vita.
La pista passionale e le indagini in corso
Gli inquirenti stanno valutando con crescente attenzione la pista passionale senza però iscrivere al momento alcun nome nel registro degli indagati. La Squadra Mobile guidata dal dirigente Marco Graziano sta esaminando con attenzione la cerchia di relazioni personali legate a Gianni Di Vita e alla docente sua amica. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori ci sono anche alcuni messaggi scambiati tra il testimone e Antonella Di Ielsi, oltre a un possibile incontro avvenuto il 22 dicembre.
Nel frattempo, cinque medici sono indagati per omicidio colposo in relazione agli accessi in ospedale delle due donne dopo i malori. Le vittime, infatti, erano state ricoverate il 27 dicembre, ma i soccorsi non erano riusciti a salvarle. La Procura di Larino procede contro ignoti per l’ipotesi di duplice omicidio premeditato un caso che continua a tenere con il fiato sospeso l’intera provincia di Campobasso.



