3 Ottobre 2026 🌤 22°

Gravina contro Fratelli d’Italia:

Roberto Gravina, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, difende la gestione dell’emergenza COVID da parte di Giuseppe Conte e Domenico Arcuri, criticando le ricostruzioni denigratorie di Fratelli d’Italia.

Gravina contro Fratelli d’Italia:

La gestione dell’emergenza COVID-19 continua a essere un tema di dibattito politico, con il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina che interviene in difesa di Giuseppe Conte e Domenico Arcuri. Gravina critica aspramente le ricostruzioni denigratorie di Fratelli d’Italia, sostenendo che la giustizia ha già escluso qualsiasi rilevanza penale per i due esponenti del M5S.

Gravina ricorda i mesi drammatici della pandemia, caratterizzati da paurascelte sofferte e una fragilità del sistema sanitario totalmente impreparato. Durante quel periodo, i decisori politici furono costretti a prendere decisioni difficili per proteggere i cittadini, affrontando pressioni e tentativi di speculazione da parte di individui in cerca di affari.

La difesa di Conte e Arcuri

Il consigliere regionale sottolinea che la gestione dell’emergenza da parte di Giuseppe Conte, allora premier, e Domenico Arcuri, commissario all’emergenza, è stata modello per altri Paesi. Gravina denuncia una campagna denigratoria da parte di Fratelli d’Italia, che continua a screditare quella gestione nonostante la giustizia si sia già pronunciata in modo favorevole.

“Scelte difficili prese per tutelare i cittadini – afferma Gravina – La pandemia non può diventare terreno di regolamento di conti politici.”

Le pressioni e le speculazioni durante l’emergenza

Gravina ripercorre il clima di quei mesi, ricordando come la paura fosse palpabile sia tra i cittadini che tra coloro che dovevano prendersene cura. Le scelte inedite e sofferte, come la limitazione della libertà di circolazione, furono necessarie per mantenere un equilibrio precario. Inoltre, il consigliere regionale ricorda come molti lavoratori si trovarono improvvisamente senza tutele, scoprendo le fragilità di un sistema sanitario totalmente impreparato.

“Significò, per i decisori e quindi per la Politica, essere avvicinati da individui in cerca di affari, soprattutto per reperire mascherine e gel disinfettanti – racconta Gravina – Accadde anche a me, sindaco di un comune capoluogo ma piccolo per demografia, di essere contattato per fare da tramite con il Governo per piazzare ciò che in quelle settimane era diventato improvvisamente ‘oro’.”

L’esperienza di Gravina come sindaco

Gravina, allora sindaco di Campobasso, racconta di essere stato contattato da individui in cerca di affari per reperire mascherine e gel disinfettanti. Questi prodotti, diventati improvvisamente oro durante l’emergenza, furono al centro di tentativi di speculazione. Il consigliere regionale sottolinea come il senso di responsabilità fosse altissimo e come i controlli fossero massimi, scrupolosi e senza sconti.

Le audizioni parlamentari e la propaganda politica

Gravina critica le audizioni parlamentari di Arcuri e Conte davanti alla Commissione Covid, definendole un Tribunale speciale piuttosto che un giudice naturale. Il consigliere regionale sostiene che queste audizioni sono state utilizzate per alimentare una propaganda spiccia, utile solo ai tifosi per denigrare, ma lontana anni luce dal diffondere la verità.

“Con l’audizione prima di Arcuri e poi di Conte in commissione parlamentare Covid, per qualcuno un Tribunale speciale altro che giudice naturale, peraltro come detto già pronunciatosi, cadono anni di propaganda spiccia – conclude Gravina – utile solo ai tifosi per denigrare, ma lontana anni luce dal diffondere la verità.”

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