Nel tardo pomeriggio di ieri, un uomo è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso in seguito a una presumibile ingestione di acido solforico. Le prime ricostruzioni indicano che la sostanza, estremamente corrosiva, è stata introdotta nel tratto gastrointestinale, provocando lesioni interne di notevole gravità. Il paziente, la cui identità non è stata ancora resa pubblica, è stato trovato in condizioni pericolose e ha richiesto immediata assistenza da parte del personale medico specializzato in emergenze tossicologiche.
Al suo arrivo, gli specialisti hanno operato con rapidità per stabilizzare le funzioni vitali, impiegando fluidi endovenosi e trattamenti mirati a neutralizzare gli effetti dell’acido. Dopo aver raggiunto una stabilizzazione preliminare, il soggetto è stato trasferito nella toterapia intensiva dell’ospedale, dove continua a ricevere monitoraggio continuo e cure avanzate. La gravità dell’avvelenamento ha richiesto anche l’attivazione di protocolli di consulto esterno con centri di riferimento per le emergenze chimiche.
Supporto dei centri antiveleni di Pavia e Roma
Il caso ha attivato una rete di collaborazione nazionale. Il Centro Antiveleni Maugeri di Pavia è stato immediatamente contattato per fornire indicazioni terapeutiche specifiche sulla gestione dell’acido solforico a livello sistemico. Parallelamente, il Policlinico Gemelli di Roma è stato informato per garantire una pronta disponibilità di eventuali antidoti o procedure avanzate qualora la situazione dovesse peggiorare ulteriormente. Entrambi gli istituti hanno inviato specialisti che hanno partecipato a videoconferenze con i medici di Campobasso, contribuendo a definire una strategia di trattamento più efficace.
Indagine della Squadra Mobile su mandato della Procura
Contestualmente alle cure, la Squadra Mobile è stata incaricata dalla Procura di chiarire le circostanze dell’ingestione. Gli inquirenti hanno effettuato sopralluoghi presso l’ospedale per raccogliere testimonianze e documentazione sanitaria, e hanno ascoltato alcuni familiari dell’uomo ricoverato per ricostruire possibile dinamica dell’incidente. Finora, le autorità non hanno escluso né un episodio di automutilazione né un atto doloso, e continuano a esaminare elementi come la provenienza del prodotto chimico e le eventuali motivazioni sottostanti.
Interviste ai familiari
Durante gli incontri, i parenti hanno dichiarato di non aver avuto alcuna informazione preventiva sull’esistenza di sostanze pericolose in casa e di aver notato solo un improvviso peggioramento delle condizioni del proprio congiunto. Le dichiarazioni verranno analizzate congiuntamente agli esami tossicologici per verificare la possibilità di un contatto accidentale o di un consumo intenzionale.



