Una notte di terrore ha colpito San Salvo, lasciando dietro di sé un bilancio drammatico: due giovani vite spezzate e tre ragazzi ancora in pericolo di vita. L’incidente, avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì in via Grasceta, ha scosso profondamente la comunità locale, lasciando un vuoto incolmabile nelle famiglie delle vittime.
Claudio Santavenere, appena 16 anni, e sua zia Annabella Cerbone, 23 anni, hanno perso la vita in un violento scontro frontale. Claudio è morto sul colpo, intrappolato nell’abitacolo della Fiat Grande Punto sulla quale viaggiava come passeggero. Annabella, che era alla guida della stessa vettura, ha lottato per alcune ore nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “San Pio” di Vasto, ma il suo quadro clinico è precipitato mentre si stava organizzando il trasferimento in elisoccorso a Pescara.
L’incidente che ha sconvolto San Salvo
Il frontale si è verificato intorno alle 2.30 di notte, lungo via Grasceta. Per cause ancora in corso di accertamento, la Fiat Grande Punto, sulla quale viaggiavano quattro giovani, si è scontrata frontalmente con una Fiat Bravo guidata da un ventenne. L’impatto è stato così violento da devastare entrambe le automobili, lasciando pochissimo spazio alla speranza.
Sul posto sono intervenute quattro ambulanze, una proveniente da Termoli, una dalla Misericordia e una dal 118 di Gissi, oltre a due ambulanze da Vasto. Con loro, i Vigili del fuoco del Distaccamento di Vasto e le pattuglie dei Carabinieri. I soccorritori hanno trovato una scena devastante: le automobili pesantemente deformate e alcuni occupanti bloccati tra le lamiere.
I soccorsi e la lotta per la vita
I Vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per aprire gli abitacoli e permettere ai sanitari di raggiungere i feriti. Per Claudio, purtroppo, non c’era più nulla da fare. Il sedicenne aveva riportato lesioni incompatibili con la vita. Gli altri occupanti sono stati trasferiti negli ospedali della zona. Annabella è stata accompagnata al “San Pio” di Vasto in condizioni disperate. I medici hanno tentato di stabilizzarla e predisporre il trasferimento in elicottero a Pescara, ma il suo quadro clinico si è ulteriormente aggravato nella tarda mattinata.
Gli altri tre giovani coinvolti nell’incidente sono ancora in pericolo di vita. Il diciottenne che viaggiava sulla Grande Punto è stato trasferito a Pescara, mentre il ragazzo di 19 anni, con un gravissimo trauma a una gamba, è stato condotto all’ospedale di Chieti. Critiche anche le condizioni del ventenne che guidava la Fiat Bravo, inizialmente portato all’ospedale di Lanciano e poi trasferito a Chieti.
Le indagini e le conseguenze
Parallelamente all’opera dei soccorritori, sono iniziate le indagini. I Carabinieri hanno eseguito i rilievi sul punto dell’impatto, raccolto gli elementi presenti sulla carreggiata e ricostruito la posizione finale dei due mezzi. Saranno esaminate le condizioni della strada, le traiettorie delle automobili e ogni ulteriore elemento utile a stabilire come si sia arrivati al frontale.
Le due vetture saranno verosimilmente sottoposte agli accertamenti tecnici necessari. Dovranno essere valutati anche eventuali filmati registrati dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona e le testimonianze di chi potrebbe aver visto o sentito qualcosa nei minuti precedenti e successivi all’incidente. Gli atti confluiranno sul tavolo della Procura della Repubblica di Vasto, competente per territorio.
La morte di Claudio ha colpito profondamente San Salvo anche per il legame della sua famiglia con la vita pubblica cittadina. Il sedicenne era infatti il figlio dell’assessore comunale al Commercio e alle Attività produttive Carla Esposito. La notizia ha attraversato la città, lasciando increduli amici, conoscenti e quanti avevano incontrato Claudio nella sua quotidianità. Poi, mentre la comunità cercava ancora di comprendere quanto accaduto, è arrivato il secondo colpo: la morte di Annabella.
Ora San Salvo si stringe attorno alle famiglie delle vittime e a quelle dei tre ragazzi ancora ricoverati. La comunità è unita nel dolore, ma anche nella speranza che la verità emerga e che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni.



