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Indagini a Campobasso: il punto sui sigilli, le analisi e le audizioni

Telecamere e cronisti ancora fuori dalla Questura di Campobasso dopo il rinvio dell’interrogatorio di Laura Di Vita. La Procura di Larino ha deciso nuovi accertamenti nella casa di Gianni Di Vita in via Risorgimento, mentre le tracce di ricina restano elusive.

Indagini a Campobasso: il punto sui sigilli, le analisi e le audizioni

Le immagini dei mezzi televisivi e dei giornalisti sono diventate parte del panorama davanti alla Questura di Campobasso. L’appuntamento processuale atteso per l’interrogatorio di Laura Di Vita non si è svolto: l’audizione è stata infatti rinviata, lasciando sul posto cronisti e curiosi in attesa di sviluppi.

Nel frattempo gli inquirenti continuano le attività di indagine: il fascicolo contiene già oltre 160 verbali di persone informate sui fatti, ma allo stato non emergono novità decisive. Intorno al caso persistono interrogativi, soprattutto sulla presenza e sulla provenienza della ricina rilevata nel sangue delle vittime.

Rimozione dei sigilli dalla casa di Gianni Di Vita e obiettivi del nuovo sopralluogo

La Procura di Larino ha disposto un nuovo intervento nella casa di Gianni Di Vita in via Risorgimentola Polizia scientifica e la Squadra Mobilecoordinata da Marco Grazianotorneranno sul posto la prossima settima per procedere alla rimozione dei sigilli e a ulteriori attività di repertamento.

Lo scopo dichiarato dei rilievi è l’analisi dettagliata di oggetti e stoviglie presenti nell’abitazione, con l’intento di verificare se alcuni materiali possano essere venuti a contatto con la ricina. Si tratta di esami che hanno natura tecnica e richiedono procedure rigorose: in molti casi gli accertamenti su campioni domestici sono considerati irripetibili e per questo la fase operativa è stata pianificata con attenzione.

La sequenza degli interventi tecnici

Gli investigatori hanno già proceduto in passato al sequestro di dispositivi elettronici e di supporti informatici: in quell’occasione sono stati acquisiti computer e telefoni riconducibili ad Antonella e Sara. Ora l’attenzione si sposta su elementi materiali dell’appartamento che potrebbero recare tracce chimiche.

Le tracce della ricina: assenze e indagini parallele

La ricina è emersa come elemento centrale dell’inchiesta dopo l’esame effettuato dal prof. Carlo Locatelliche avrebbe identificato la sostanza in quantità giudicate anomale nel sangue delle vittime. Tuttavia, nelle attività sul territorio non sono state finora rinvenute tracce chiare che colleghino il veleno alla casa della famiglia Di Vita nei giorni di Natale.

Ispezioni nella zona di Pietracatella e ispezioni correlate non hanno prodotto una pista certa che localizzi la fonte della contaminazione. Parallelamente, gli esperti arrivati anche da Napoli che analizzano i supporti elettronici non avrebbero trovato tracce della sostanza nelle memorie dei dispositivi sottoposti a esame.

Campioni alimentari e analisi ancora pendenti

Una parte del cibo asportato dall’appartamento sigillato è stata conservata per le analisi, ma, per la sua natura, l’accertamento risulta definito come irripetibile. Questo dettaglio spiega perché il materiale alimentare non sia stato ancora processato: la gestione di campioni potenzialmente contaminati richiede protocolli che salvaguardino la possibilità di ripetere o documentare l’analisi in modo incontrovertibile.

Fonti digitali, forum e comunicazioni ufficiali

Tra i filoni esaminati dagli inquirenti rientrano anche ricerche e discussioni online. In particolare, il forum Reddit è stato segnalato come piattaforma in cui, a partire da agostosi erano sviluppate ricerche e confronti sulla ricina. Tuttavia, la Procura non avrebbe ottenuto risposta a solleciti inviati al sito, limitando così l’accesso a possibili informazioni utili.

Nel quadro complessivo, gli investigatori stanno valutando rumor, segnalazioni e ipotesi che circolano intorno al caso: ogni elemento viene esaminato per capire se contenga indizi spendibili in sede giudiziaria o operativo-forense. La scena pubblica, intanto, resta quella dei giornalisti fuori dalla Questura di Campobasso e di un interrogatorio atteso e rinviato che mantiene alta l’attenzione.

La gestione delle audizioni e la pressione mediatica

L’attenzione delle troupe televisive si accende persino con il semplice transito da o verso il cancello degli uffici in via Tiberio. Il numero di verbali nel fascicolo – più di 160 – testimonia la mole di testimonianze raccolte, ma allo stesso tempo evidenzia quanto il quadro sia ancora frammentario: la ricerca di risposte intorno alla ricina prosegue tra esami chimici, verifiche digitali e audizioni che saranno riprogrammate secondo le esigenze investigative.

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