Ogni anno la piccola comunità di Cercepiccola rinnova un rito che fonde religiosità popolare e partecipazione civica: l’infiorata dedicata alla Madonna del Rosario. Quest’evento coinvolge non solo le famiglie ma anche le nuove generazioni, che con entusiasmo contribuiscono alla composizione dei tappeti floreali e dei disegni che decorano il paese.
La manifestazione si svolge come momento di preghiera e di socialità: le opere realizzate sono cariche di simboli, spesso accompagnate da scritte e slogan che richiamano la pace e la convivenza. La processione che segue la benedizione rievoca antiche pratiche religiose, mentre la musica e la condivisione alimentano il senso di appartenenza alla comunità.
Un lavoro collettivo: creatività e tradizione
La preparazione dell’infiorata è un processo collettivo che inizia giorni prima: volontari e associazioni raccolgono petali, secano materiali e disegnano gli schemi da seguire. Tra gli organizzatori troviamo adulti esperti e tanti bambini, i quali imparano tecniche e significati attraverso il coinvolgimento diretto. Questo passaggio intergenerazionale garantisce la continuità di una pratica artistico-religiosa che è anche un veicolo di memoria locale.
Materiali e motivi
I tappeti sono realizzati con petali, foglie e talvolta sabbia colorata: l’uso dei materiali naturali sottolinea il legame con il territorio. I motivi spaziano da figure geometriche a immagini mariane, spesso accompagnate da messaggi di solidarietà. L’uso del colore e della forma richiede precisione: i volontari seguono schemi predefiniti per ottenere composizioni armoniche e leggibili durante il passaggio della processione.
La partecipazione dei giovani
La presenza dei ragazzi è cruciale: oltre a garantire manodopera, i giovani portano nuove idee e motivazione. Per molti bambini, l’infiorata diventa anche un laboratorio educativo dove si trasmettono valori come il rispetto, la responsabilità e il lavoro di squadra. La combinazione tra didattica informale e attività pratica rende l’evento un’opportunità formativa per le future generazioni.
La processione e i momenti di devozione
La festa culmina nella processione che parte dalla chiesa del Santissimo Salvatore: accompagnata dalla banda musicale, la statua della Madonna del Rosario visita le stazioni floreali disposte lungo il percorso. Il corteo è un rituale che unisce preghiera e spettacolo civile, e che richiama molti fedeli a partecipare, anche solo come spettatori attenti.
Il ruolo del clero
Il parroco assume un ruolo centrale nelle celebrazioni: momenti di preghiera si alternano alle soste davanti alle stazioni. Un esempio è la breve liturgia officiata in località Santa Croce, dove la comunità si raccoglie in un clima di raccoglimento. In queste occasioni il sacro e il popolare si intrecciano, ribadendo la funzione sociale della parrocchia come fulcro della vita comunitaria.
Un significato storico e identitario
Questa edizione assume un valore particolare perché si inserisce nel contesto della devozione locale alla Madonna del Rosario, la cui effigie e la confraternita sono radicate nel paese da secoli. L’evento non è solo una vetrina per l’abilità artistica, ma anche un modo per ricordare le tradizioni storiche della Valle del Tammaro e riaffermare un’identità collettiva che resiste nel tempo.
La forza dell’infiorata sta nella capacità di trasformare una semplice manifestazione religiosa in un momento di coesione sociale: le strade si animano, le famiglie si incontrano e i visitatori scoprono la ricchezza di una comunità che custodisce memorie e rituali. In definitiva, l’iniziativa testimonia come l’arte popolare e la fede possano dialogare per creare esperienza condivisa e senso di luogo.
La giornata si chiude spesso con il ritorno della statua nella chiesa madre e con ringraziamenti pubblici ai volontari: un rituale di riconoscimento che suggella la riuscita dell’evento e prepara il terreno per le edizioni future, mantenendo viva la tradizione attraverso l’impegno collettivo.


