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La riscoperta del funaio a Ripalimosani: storia, emozioni e manualità antica

Ripalimosani ha celebrato il mestiere del funaio con un evento emozionante al teatro comunale, riportando in vita una tradizione antica attraverso testimonianze, video d'epoca e dimostrazioni dal vivo.

La riscoperta del funaio a Ripalimosani: storia, emozioni e manualità antica

In un angolo d’Italia dove il tempo sembra essersi fermato, Ripalimosani ha celebrato un mestiere che ha segnato la sua storia: quello del funaio. Un evento al teatro comunale ha riportato in vita una tradizione che, nella prima metà del Novecento, era il cuore pulsante della comunità.

Il mestiere del funaio non era solo un’attività artigianale, ma un vero e proprio simbolo di identità collettiva. Nell’Orto dei funai spazio pubblico dove si lavorava all’aperto, gli artigiani producevano corde e funi di ogni tipo, diventando punti di riferimento non solo economici ma anche culturali. Una figura capace di attraversare tutte le classi sociali, mediando, commerciando e mantenendo vive relazioni che definivano la comunità.

La ricerca di Antonella Iammarino e il valore storico del mestiere

La serata ha preso forma grazie alla ricerca della dottoressa Antonella Iammarino, che trent’anni fa trasformò la sua tesi di laurea in demologia in un libro oggi ripubblicato con nuovi materiali, fotografie inedite e contenuti multimediali. La sua opera ha gettato le basi per un evento che ha commosso e coinvolto il pubblico.

Sul palco, attraverso filmati d’epoca e contributi della Cineteca Antonio Iammarino, sono riemersi i volti e le storie di chi quel mestiere lo ha vissuto davvero. Particolarmente toccante è stato il ricordo dell’ultimo funaio ripese, Giovanni Giannantonio, omaggiato dai suoi discendenti. Le testimonianze hanno portato alla luce la fatica e la dignità di un lavoro che un tempo occupava l’intera giornata.

La dimostrazione dal vivo: un momento indimenticabile

Il momento più atteso è stato la costruzione dal vivo di una fune, guidata dal maestro Mario Tanno e dall’associazione CGM Today. Un gesto antico che ha emozionato il pubblico, riportando alla luce un sapere che sembrava perduto. La manualità e la pazienza di un lavoro che un tempo impegnava l’intera giornata sono state riscoperte sotto gli occhi increduli e commossi dei presenti.

La risposta dei presenti ha confermato la forza dell’iniziativa: Ripalimosani ha ritrovato un frammento prezioso della propria storia, un’eredità che continua a parlare al presente e che merita di essere custodita e tramandata. Molti hanno raccontato ricordi personali, altri hanno espresso stupore nel vedere di nuovo produrre una fune davanti ai propri occhi.

L’importanza di preservare la memoria collettiva

L’evento ha dimostrato quanto forte sia ancora il legame con questa tradizione. La partecipazione emotiva dei cittadini ha evidenziato l’importanza di preservare la memoria collettiva e di tramandare le tradizioni alle future generazioni. Un segno evidente che l’obiettivo è stato raggiunto in pieno: riscoprire e custodire l’identità profonda di Ripalimosani, affinché continui a vivere nel tempo.

La serata ha lasciato un segno indelebile nella comunità, ricordando a tutti l’importanza di non dimenticare le radici e di valorizzare il patrimonio culturale. Un viaggio nel tempo che ha unito passato e presente, emozioni e memoria, in un evento indimenticabile.

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