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Lecce, Giuncarico e Roma: la triste realtà degli impianti sportivi inutilizzati

Milioni di euro spesi per impianti sportivi che rimangono chiusi e abbandonati. Scopri le storie di Lecce, Giuncarico e Roma.

Lecce, Giuncarico e Roma: la triste realtà degli impianti sportivi inutilizzati

In Italia, numerosi impianti sportivi costruiti con fondi pubblici rimangono chiusi e abbandonati, trasformandosi in simboli di spreco e inadeguatezza gestionale. Tre casi emblematici emergono a Lecce, Giuncarico e Roma, dove milioni di euro sono stati investiti senza garantire ai cittadini l’accesso a strutture sportive moderne e funzionali.

Lecce: il Circolo Tennis verso lo sfratto e l’impianto di via Potenza nel degrado

Il Circolo Tennis Mario Stasi di Lecce è in procinto di lasciare la sua storica sede di Porta Napoli per fare spazio al Parco delle Mura Urbiche un progetto da 4,8 milioni di euro. Tuttavia, la nuova sede designata, l’impianto di via Potenza, costruito con un investimento di 2,9 milioni di euro, è rimasto chiuso e in stato di abbandono per due anni.

L’impianto, che avrebbe dovuto rappresentare il futuro del tennis cittadino, è oggi un simbolo di degrado. I campi in terra rossa sono invasi da erbacce e crepe, le reti divisorie sono lacerate, e gli spogliatoi necessitano di manutenzione. Anche il campo da padel e le aree esterne mostrano segni evidenti di abbandono, con detriti e vegetazione secca che aumentano il rischio di incendi.

Il Comune di Lecce aveva tentato di affidare la gestione della struttura attraverso un bando pubblico, ma nessuna società sportiva o operatore privato ha presentato un’offerta a causa dei costi elevati per rimettere in funzione l’impianto. Il direttore della scuola tennis, Andrea Trono, ha espresso preoccupazione per la continuità dell’attività sportiva e il futuro occupazionale di circa trenta lavoratori.

Giuncarico: il campo sportivo da mezzo milione di euro ancora chiuso

A Giuncarico, un campo multifunzionale da quasi 500 mila euro, inaugurato a novembre 2026, rimane chiuso con un lucchetto. Nonostante l’inaugurazione alla presenza del presidente della Regione Eugenio Giani, il campo non è mai stato utilizzato dalla comunità locale.

Il Gruppo Consiliare – Noi, per Gavorrano! ha lanciato un appello alla sindaca Stefania Ulivieri, chiedendo di aprire il cancello e restituire lo spazio ai cittadini. I residenti continuano a vedere i bambini giocare per le vie del paese, mentre l’impianto sportivo rimane inutilizzato, simbolo di un investimento pubblico che non ha portato benefici concreti.

L’amministrazione comunale non ha ancora chiarito i motivi della chiusura prolungata, né ha fornito un piano per l’affidamento della gestione del campo. La comunità locale attende risposte e soluzioni per poter finalmente utilizzare la struttura sportiva.

Roma: il riscatto di Fonte Laurentina e la rinascita degli impianti sportivi

A Roma, il quartiere di Fonte Laurentina sta vivendo un momento di speranza con la pubblicazione del bando di gara per la rinascita dell’ex Palafitarco e dello Sport City. Un investimento di 7,7 milioni di euro promette di trasformare un’area abbandonata da cinque anni in una cittadella polifunzionale del benessere.

Il progetto prevede la costruzione di una maxi-palestra coperta, campi da tennis, padel, calcio a 5 e 8, basket, beach volley e beach tennis, oltre a un’arena all’aperto per spettacoli e assemblee pubbliche. La gestione sarà affidata a un operatore privato, che dovrà garantire prezzi accessibili e la manutenzione dell’area verde circostante.

L’assessore allo Sport, Alessandro Onorato, ha sottolineato l’importanza di un investimento privato che permetterà di sanare una ferita aperta da anni. La presidente del IX Municipio, Titti Di Salvo, ha evidenziato il valore del percorso partecipato che ha portato al bando, sottolineando l’importanza di restituire alla comunità uno spazio sportivo moderno e funzionale.

Se la tabella di marcia verrà rispettata, i lavori inizieranno in autunno, restituendo finalmente la vita a un parco rimasto troppo a lungo in sala d’attesa.

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