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Molisani delusi dal rimpasto di Giunta: le parole di Micaela Fanelli

Il rimpasto di Giunta in Molise, annunciato dal presidente Francesco Roberti, ha scatenato le critiche della consigliera regionale Pd Micaela Fanelli.

Molisani delusi dal rimpasto di Giunta: le parole di Micaela Fanelli

A Campobasso, Micaela Fanelli ha contestato il rimpasto della Giunta regionale annunciato da Francesco Roberti nelle scorse ore, mettendo nel mirino la redistribuzione delle deleghe e i nuovi equilibri interni. La consigliera del Pd ha definito l’operazione «grottesca» e un «Frankenstein istituzionale», chiedendo chiarimenti sul perimetro dei poteri dell’esecutivo e dei consiglieri.

L’aggiornamento è rilevante perché il riassetto ha spostato funzioni operative fuori dalla giuntacon potenziali ricadute sulla funzionalità amministrativa e sulla catena decisionale. Ultimo aggiornamento: 17 giugno 2026.

Le critiche di Fanelli al rimpasto deciso da Roberti

Fanelli ha contestato la logica dell’operazione, sostenendo che le nomine non abbiano premiato il merito ma equilibri di maggioranza. Ha richiamato una frase attribuita al presidente Roberti, «Solo per accontentare i partiti», come indicazione del carattere tattico del rimpasto. Per la consigliera, la scelta ha indebolito il ruolo dell’esecutivo a favore di un sistema di deleghe esterne.

Il punto centrale delle critiche riguarda la coerenza istituzionale: con deleghe significative assegnate a profili non seduti stabilmente in giunta, l’organo chiamato ad attuare le politiche rischia di essere svuotato. Fanelli ha parlato di un assetto disorganico che complica la gestione quotidiana delle politiche regionali.

Deleghe fuori dall’esecutivo e ruolo di Iorio e D’Egidio

La polemica è esplosa attorno allo scambio di ruoli tra Michele Iorio e Armandino D’Egidio. Iorio è uscito formalmente dalla giunta, ma ha mantenuto deleghe rilevanti come i fondi europei e i rapporti con i Ministeri per il piano di rientro sanitarioassumendo di nuovo un posto nella Conferenza delle Regioni. D’Egidio è entrato nell’esecutivo con le stesse deleghe che esercitava da consigliere.

Fanelli ha evidenziato il paradosso: un consigliere senza incarico in giunta conserva leve cruciali, mentre un assessore subentra con compiti sovrapponibili a quelli consiliari. La domanda posta è operativa: «Se le deleghe importanti restano ai consiglieri e in giunta arrivano figure senza compiti concreti, qual è la funzione dell’esecutivo?» Un’impostazione che, per la consigliera, ha reso la giunta un «golem politico» poco funzionale.

Assenza femminile e impatto su pari opportunità

Un altro fronte di contestazione ha riguardato la totale assenza di rappresentanza femminile nell’esecutivo. Fanelli ha richiamato i dati sul gender gap e sul divario occupazionale nel Sud e in Molise, definendo la composizione come un fattore che indebolisce politiche di pari opportunità. Senza una presenza femminile, ha avvertito, si rischia di non sviluppare adeguatamente interventi mirati per lavoro e servizi.

La consigliera ha collegato la questione di rappresentanza alle ricadute concrete su progettazione, bilancio e programmazione dei fondi. Con scelte tarate su contentini e accomodamenti interni, il rischio individuato è la perdita di sensibilità e competenze nei luoghi decisionali, con effetti sulla qualità delle misure per contrastare le disuguaglianze di genere.

Gli altri movimenti: Di Lucente, Di Baggio e Cefaratti

Il rimpasto non si è limitato all’asse Iorio–D’Egidio. Nelle trattative interne è emersa l’uscita di Di Lucente e il contestuale ingresso di Di Baggio in giunta, mentre Cefaratti è rimasto al suo posto dopo indiscrezioni su un possibile avvicendamento. Questo totomercato ha contribuito a rallentare i dossier in corso, alimentando il dibattito sugli equilibri di governo.

Secondo Fanelli, la gestione degli innesti ha assorbito energie politiche e amministrative. Il tema, per la minoranza, non è solo di presenze e assenze, ma di catena di comando e responsabilità chiare tra giunta e consiglieri, specie dove incidono spesa e attuazione dei programmi.

Le priorità invocate: sanità, trasporti, lavoro e trasparenza

Fanelli ha chiesto un cambio di passo sui capitoli sensibili per i cittadini: sanitàtrasporti e lavoro. Ha sollecitato atti di trasparenza sulle deleghe, sulla mappa delle responsabilità e sulle scadenze legate al Pnrr e ai rientri sanitari. La priorità indicata è riportare il baricentro decisionale nell’esecutivo, con funzioni e obiettivi verificabili.

Il dibattito è proseguito a Campobasso e in Regione, con interrogativi aperti su tempi e modalità di attuazione del nuovo assetto. Resta sul tavolo la richiesta di una giunta pienamente operativa, con competenze definite e una rappresentanza capace di affrontare emergenze territoriali senza ulteriore frammentazione dei poteri.

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