Il compartimento marittimo di Termoli ha di nuovo messo in atto un periodo di sospensione per la pesca delle vongole, una misura che torna ciclicamente per tutelare le scorte biologiche. La decisione, adottata dalla locale Capitaneria di Porto mediante un’apposita ordinanza, riguarda in particolare le imbarcazioni attrezzate con la draga idraulica e punta a favorire la rigenerazione della specie.
La scelta è supportata da una relazione tecnica redatta dall’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise, che segnala una consistente diminuzione della popolazione di Chamelea gallina. Le ripercussioni si estendono oltre Termoli: i pescatori del posto si trovano limitati nel muoversi verso i compartimenti marittimi confinanti e spesso devono ricorrere a rifornimenti esterni.
Motivazioni scientifiche e quadro normativo
La base dell’ordinanza è la relazione dell’Istituto Zooprofilattico, che evidenzia una ridotta densità di Chamelea gallina nei fondali del compartimento. Per questo motivo le autorità competenti hanno optato per un fermo biologico, strumento volto a consentire la riproduzione e il ripopolamento dei molluschi bivalvi. Il provvedimento specifica inoltre le modalità di applicazione, le tipologie di imbarcazioni coinvolte e le possibili esenzioni.
Chi è interessato e chi è escluso
L’ordinanza colpisce primariamente le imbarcazioni professionali che operano con la draga idraulica, ma contempla la prosecuzione dell’attività per chi utilizza attrezzi diversi purché vi sia il preventivo sbarco delle attrezzature per i molluschi bivalvi e l’apposizione dei sigilli da parte dell’Autorità Marittima. Fanno eccezione le unità impegnate in attività a fini scientifici e di ricerca, che possono operare secondo protocolli specifici.
Impatto sul settore locale e contesti limitrofi
Per le vongolare di Termoli la misura rappresenta un ulteriore aggravio in un periodo già complesso per l’intero comparto regionale della pesca. Limitate nella possibilità di spostarsi oltre i confini di competenza, le battute di pesca rimangono vincolate al compartimento; i porti vicini come Manfredonia a sud e Ortona a nord non sono sempre accessibili o non garantiscono maggiori disponibilità, costringendo molti operatori a importare prodotto da aree come Ancona.
Conseguenze economiche e logistici
La riduzione delle catture ha effetti immediati sui ricavi delle imbarcazioni artigianali: meno prodotto disponibile comporta minori guadagni e maggiori costi per reperire vongole da fuori zona. A livello logistico, si intensificano i trasporti e si modificano le filiere di approvvigionamento, con un impatto sui prezzi e sulla qualità del prodotto offerto ai mercati locali.
Soluzioni temporanee e prospettive future
Le misure di stop periodiche sono concepite come interventi temporanei per permettere alle popolazioni di Chamelea gallina di recuperare densità riproduttiva adeguata. Nel breve termine, gli operatori possono attenuare l’impatto adottando strategie come la pianificazione degli approvvigionamenti, la collaborazione tra realtà portuali e l’uso di tecniche di pesca alternative non invasive. Sul piano istituzionale, si auspica un confronto continuo tra scienziati, autorità marittime e rappresentanti dei pescatori per modulare le restrizioni in modo equilibrato.
Nel medio-lungo periodo, la ricostituzione delle risorse richiede monitoraggi continui e, se necessario, interventi di gestione più articolati che includano piani di tutela dei fondali e misure per ridurre le pressioni antropiche. La sostenibilità dell’attività dipende dalla capacità di coniugare tutela biologica e sostegno all’economia locale.
Ruolo delle istituzioni e partecipazione locale
La Capitaneria esercita la funzione di garante dell’ordinanza e della sua corretta applicazione, compresa l’apposizione dei sigilli quando richiesto. Fondamentale risulta anche la partecipazione dei pescatori locali al monitoraggio e alla segnalazione delle condizioni di pesca: un dialogo trasparente può favorire soluzioni su misura e diminuire le tensioni sociali generate dalle restrizioni.
In definitiva, il nuovo periodo di fermo nel compartimento di Termoli ribadisce la necessità di proteggere le risorse marine attraverso misure basate su evidenze scientifiche. Le ricadute economiche sono reali, ma la finalità rimane quella di preservare la specie e garantire la continuità dell’attività di pesca nel lungo termine.



