Negli ultimi mesi le autorità carcerarie della Campania hanno intensificato le attività di controllo contro il traffico illecito di beni e sostanze all’interno dei loro istituti. Due casi recenti, avvenuti rispettivamente nella casa di penitenziari di Aversa e di Secondigliano, hanno messo in luce le modalità con cui i contrabbandieri cercano di infiltrare dispositivi elettronici e droga in ambienti considerati ad alta sicurezza. Gli interventi hanno dimostrato l’efficacia di una polizia penitenziaria preparata a intervenire rapidamente, ma hanno anche sollevato interrogativi sulla robustezza dei sistemi di sorveglianza.
Tentativo di introdurre smartphone nella casa di Aversa
Nel mattino di una giornata qualunque, due individui hanno tentato di far varare oltre il muro di cinta della casa di reclusione di Aversa una busta contenente quattro mini-cellulari, cinque smartphone, schede SIM, cavi USB e caricabatterie. Il piano prevedeva il lancio dell’involucro nell’area di passeggio, così da consentire ai detenuti di raccoglierli e di introdurli all’interno del carcere. Gli operativi della Polizia penitenziaria hanno intercettato i due soggetti prima che la busta potesse essere gettata; uno è stato fermato sul posto, l’altro identificato come un ex detenuto grazie alle immediata valutazione degli agenti.
Dichiarazioni delle autorità
Il delegato dell’Uspp di Caserta, Angelo Palumbo, ha sottolineato la professionalità e la prontezza dimostrate dal personale, definendo l’operazione “un importante presidio contro l’introduzione di materiale illecito”. Palumbo ha aggiunto che la costante vigilanza degli agenti costituisce un “presidio fondamentale per la sicurezza dell’istituto e della collettività”.
Sequestro di hashish a Secondigliano
Nel carcere di Secondigliano, la Polizia Penitenziaria ha fermato un detenuto che trasportava circa mezzo chilo di hashish suddiviso in cinque panetti, all’interno della struttura. Le indagini hanno indicato che l’incriminato avrebbe potuto fungere da “corriere interno”, sfruttando la libertà di movimento concessa ai detenuti-lavoratori per spostare la droga da un settore all’altro del penitenziario.
Coordinate operative e reazioni sindacali
Il presidente dell’Uspp, Giuseppe Moretti, e il segretario regionale, Ciro Auricchio, hanno elogiato l’azione, ricordando che l’operazione è stata guidata dal comandante Gianluca Colella. Entrambi hanno rimarcato la difficoltà con cui gli agenti operano, spesso con organici non adeguati, ma che comunque mantengono un “presidio di legalità” imprescindibile per la sicurezza dell’istituto e della comunità.
Riflessioni sulla sicurezza penitenziaria campana
Questi due interventi evidenziano la complessità delle reti di contrabbando all’interno dei penitenziari: i dispositivi elettronici consentono comunicazioni esterne clandestine, mentre le sostanze stupefacenti alimentano conflitti interni e alimentano il mercato nero interno. La risposta rapida della Polizia penitenziaria dimostra che, nonostante le risorse limitate, è possibile contrastare efficacemente tali minacce. Tuttavia, le autorità riconoscono la necessità di potenziare ulteriormente i sistemi di monitoraggio e di rafforzare la formazione del personale per prevenire future intrusioni.



