La consigliera regionale del Partito Democratico, Micaela Fanelli, ha sollevato un pesante interrogativo sulla gestione e la comunicazione dei dati relativi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) in Molise. Secondo Fanelli, esiste una marcata discrepanza tra le cifre sbandierate dall’esecutivo regionale e i dati ufficiali del monitoraggio nazionale.
Al centro della polemica ci sono gli oltre sette miliardi e novecento milioni di euro citati dall’esecutivo regionale, una cifra che, secondo Fanelli, non trova riscontro nei dati ufficiali. La consigliera regionale ha infatti evidenziato come i fondi reali destinati al Molise ammontino a poco più di un miliardo e settecento milioni di euro, distribuiti su 5.523 progetti.
La ripartizione dei fondi e la gestione dei progetti
Analizzando la ripartizione dei fondi per soggetti attuatori, emerge un quadro ancora più preoccupante. La Regione Molise, in qualità di soggetto attuatore, ha in carico solo 237 milioni di euro, pari al 13,8% del totale, ripartiti su 482 progetti. Il grosso dei finanziamenti è invece gestito da società per azioni, comuni, ministeri e altri enti pubblici e privati.
La situazione è particolarmente critica nelle province di Campobasso e Isernia, dove la maggior parte dei progetti risulta ancora in corso. Nella provincia di Campobasso, su 653 milioni di finanziamento, solo il 28,4% dei progetti è stato concluso, mentre nella provincia di Isernia, su 304 milioni complessivi, i progetti conclusi si fermano al 26,6%. Questi dati confermano che il percorso di attuazione del PNRR è ancora lungi dall’essere completato.
Le criticità del settore sanitario
Tra le principali criticità segnalate da Fanelli figura il settore sanitario. La consigliera ha citato il caso della Torre Covid, un intervento che, nonostante la spesa, registra un avanzamento finanziario ancora limitato rispetto al valore complessivo dell’opera. Inoltre, i ritardi nella telemedicina e nelle Case di Comunità sono evidenti, con alcuni interventi che sono stati spostati dalla programmazione PNRR al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione per consentire il raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano.
Le Case di Comunità, in particolare, mostrano tutte le falle di una programmazione incapace di capitalizzare i fondi europei. Strutture fondamentali come quelle di Riccia, Castelmauro e Campobasso sono state di fatto stralciate dal raggiungimento dei target PNRR e dirottate sui fondi del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. Questa manovra non costituisce un successo, ma un vero e proprio impoverimento delle risorse complessive della regione.
Le criticità del settore lavorativo e idrico
Le osservazioni di Fanelli riguardano anche il programma GOL dedicato all’occupazione e alcuni investimenti nel settore idrico. Secondo la consigliera, questi settori presentano ancora difficoltà attuative significative. Il programma GOL, ad esempio, vede 6,5 milioni di euro impegnati e 1,4 milioni a rischio, mentre la siccità viene rilanciata come la preoccupazione più rilevante dalle immagini televisive della regione Piemonte.
Fanelli ha concluso il suo intervento chiedendo chiarimenti sulla differenza tra i dati illustrati dalla Regione e quelli riportati nel monitoraggio ufficiale. La consigliera ha annunciato il deposito di una nuova interrogazione in Consiglio regionale per ottenere spiegazioni sui criteri utilizzati nella presentazione dei numeri relativi al PNRR in Molise.



