Il 26 maggio le strade di Termoli sono state animate da una manifestazione promossa dai rappresentanti degli istituti superiori: circa 300-400 studenti, secondo i resoconti, hanno partecipato a un corteo cittadino per difendere la sanità pubblica del territorio. Gli studenti hanno esposto striscioni e scandito slogan come “Giù le mani dalla sanità”, richiamando l’attenzione sul destino del reparto di Emodinamica dell’ospedale San Timoteo e su altre possibili ricadute del POS.
La mobilitazione, definita dagli organizzatori apartitica e autonoma, ha preso il via al mattino dai punti indicati dai rappresentanti di istituto e si è snodata per le vie del centro, con arrivo finale in piazza Sant’Antonio. Tra i promotori è intervenuto Manuel Di Fazio, studente dell’Istituto Boccardi, che ha rappresentato la voce della comunità scolastica del Basso Molise in difesa del diritto alla salute.
Perché gli studenti sono scesi in strada
Il nucleo della protesta riguarda la possibile chiusura o il ridimensionamento di servizi considerati strategici: in primo piano c’è il reparto di Emodinamica, fondamentale per l’assistenza a chi subisce eventi cardiaci acuti. Gli studenti hanno voluto evidenziare che tagli e riorganizzazioni previsti dal POS — acronimo con cui si indica il Programma operativo sanitario — non sono solo questioni tecniche, ma implicano conseguenze pratiche e temporali che possono determinare esiti diversi per i pazienti.
La consapevolezza dei giovani
Nonostante il periodo dell’anno scolastico spesso richieda impegni e verifiche, la partecipazione numerosa dimostra una diffusione della preoccupazione anche tra le nuove generazioni. I ragazzi hanno spiegato che tutelare l’Emodinamica significa preservare minuti preziosi nel soccorso di chi subisce un infarto e che, di fronte a una possibile chiusura, il tempo di trasferimento verso strutture alternative potrebbe costare caro in termini di prognosi.
Modalità e tono della manifestazione
La protesta è stata organizzata come iniziativa apartitica, con l’intento dichiarato di evitare simboli politici e rivendicare invece un’istanza civica condivisa. Secondo quanto riportato dagli studenti, la partenza è avvenuta in mattinata da piazza Donatori di Sangue e la marcia ha attraversato il centro fino a fermarsi in piazza Sant’Antonio, dove sono intervenuti rappresentanti di vari istituti per ribadire la richiesta di tutela dei servizi sanitari locali.
Sostegno istituzionale e cittadino
Alla manifestazione sono giunti anche segnali di sostegno da parte di amministratori locali, a testimonianza del fatto che la mobilitazione ha superato i confini delle scuole. Il sindaco ha espresso parole di vicinanza alla protesta, sottolineando l’importanza di mantenere una rete ospedaliera efficiente sul territorio. Gli studenti, dal canto loro, hanno insistito sul fatto che la difesa della sanità non è un tema ideologico ma una questione di sicurezza collettiva.
Le implicazioni per il territorio
Il corteo studentesco ha rimesso al centro del dibattito pubblico la relazione tra servizi sanitari e comunità locale. In una realtà come il Basso Molise la presenza di reparti specialistici sul territorio è spesso considerata un fattore determinante per la tenuta sociale ed economica delle aree costiere e interne. Gli studenti hanno richiamato l’importanza di un approccio che consideri i tempi di risposta, l’accessibilità dei servizi e la dignità delle cure, mettendo in luce che decisioni amministrative e tecniche hanno ricadute dirette sulla vita quotidiana dei cittadini.
La mobilitazione del 26 maggio rappresenta un segnale di partecipazione civica da parte di una generazione che raramente è protagonista in vertenze locali. Che questa iniziativa rimanga isolata o che apra una stagione di maggiore impegno giovanile, resta da vedere: intanto la città ha ascoltato la voce degli studenti e la questione della sanità molisana torna al centro della discussione pubblica.


