3 Ottobre 2026 🌫 12°

Relazione autoptica attesa: sviluppi nelle indagini per la morte di madre e figlia

La relazione autoptica attesa potrebbe confermare la presenza di ricina e fornire elementi decisivi all'inchiesta; nel frattempo proseguono interrogatori, acquisizione dati e verifiche in casa

Relazione autoptica attesa: sviluppi nelle indagini per la morte di madre e figlia

La vicenda che riguarda la morte di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi ha assunto nuovi contorni dopo gli esami autoptici eseguiti all’obitorio dell’ospedale Cardarelli di Campobasso. La dottoressa Benedetta Pia De Luca, incaricata della autopsia, ha completato le operazioni iniziali la sera del 31 dicembre, ma il quadro clinico è rimasto oscuro a lungo: in prima battuta si era ipotizzata un’ intossicazione alimentare, mentre in seguito è emersa la possibilità di avvelenamento con ricina.

La Procura aveva originariamente fissato un termine di novanta giorni per la consegna della perizia; tuttavia, la scoperta della sospetta presenza di ricina da parte dei tecnici del Maugeri di Pavia a metà marzo ha complicato le analisi, inducendo la dottoressa De Luca a richiedere prima una proroga di un mese e poi un’ulteriore estensione di trenta giorni a fine aprile. Questo allungamento dei tempi rende ora decisiva l’imminente consegna della relazione, che potrebbe fornire chiarimenti sulla causa dei decessi e nuovi elementi utili alle indagini.

Il ruolo della perizia e le implicazioni per l’inchiesta

La relazione autoptica rappresenta un documento fondamentale per la Procura e per gli investigatori della Squadra Mobile, perché può confermare o escludere la presenza di agenti tossici come la ricina e descrivere in dettaglio le lesioni e i meccanismi della morte. La consegna prevista entro la prossima settimana dovrebbe mettere a disposizione della magistratura elementi tecnici che consentiranno di orientare le attività successive, dal famoso nodo delle responsabilità ai possibili capi d’imputazione. È importante ricordare che una perizia non è solo un elenco di riscontri medici: è anche un testo che integra dati di laboratorio, risultati istologici e osservazioni autoptiche, capaci di guidare l’azione investigativa.

Proroghe, analisi di laboratorio e collaborazione tra strutture

Le richieste di proroga della dottoressa De Luca sono legate alla complessità degli esami tossicologici e alla necessità di confrontare riscontri con laboratori esterni, come nel caso del Maugeri di Pavia che ha segnalato la possibile presenza di ricina. Le procedure richiedono tempi tecnici per analisi specialistiche e per la validazione dei risultati: le cosiddette analisi di conferma possono includere test ripetuti, cromatografia e altri metodi per escludere falsi positivi. La collaborazione tra strutture ospedaliere e laboratori forensi è quindi cruciale per garantire che la perizia sia solida e utilizzabile in sede giudiziaria.

Le attività investigative in corso a Campobasso

Nel frattempo, le attività della Questura di Campobasso non si sono fermate: dopo una breve pausa, da domani riprendono gli interrogatori dei testimoni, mentre è attesa anche una nuova convocazione per i parenti più stretti di Sara e Antonella. Gli inquirenti stanno ricostruendo movimenti, contatti e possibili motivazioni, tenendo conto sia dei riscontri tecnici che delle dichiarazioni raccolte. La sequenza degli interrogatori è pensata per integrare progressivamente informazioni che possano essere verificate alla luce della relazione autoptica, trasformando i fatti clinici in elementi utili per la ricostruzione giuridica.

Sopralluogo nell’abitazione e ricerca di tracce

Il domicilio della famiglia a Pietracatella resta sotto sequestro e rappresenta un nodo cruciale dell’indagine: gli investigatori prevedono un nuovo sopralluogo per cercare eventuali tracce di ricina o altri elementi che possano collegare l’ambiente domestico alla causa dei decessi. Le operazioni sul campo richiedono personale specializzato e strumenti per il prelievo e la conservazione dei campioni, oltre a procedure di sicurezza per gli operatori. È probabile che il prossimo accesso nell’abitazione sia pianificato dopo la ricezione della perizia, così da concentrare le ricerche in maniera mirata.

Recupero dati digitali e passaggi successivi dell’indagine

Un altro fronte aperto riguarda l’estrazione dei dati dai dispositivi elettronici della famiglia: l’operazione, iniziata a fine aprile con il telefono di Alice Di Vita, si è estesa venerdì scorso agli altri smartphone, pc e tablet sequestrati. L’analisi digitale può fornire informazioni su contatti, ricerche sul web, messaggi e cronologie che integrano il quadro investigativo. Le attività di data recovery e analisi forense richiedono tempi tecnici relativamente lunghi, specie quando si deve garantire la catena di custodia e la validità probatoria dei file recuperati, ma sono fondamentali per ricostruire contesti e relazioni.

Cosa resta da chiarire

Al termine di queste fasi — consegna della perizia, interrogatori, sopralluogo e analisi dei dispositivi — gli inquirenti potranno delineare con maggiore precisione il quadro delle responsabilità e delle dinamiche che hanno portato alla morte di Sara e di Antonella. Rimangono aperte domande su tempistiche, possibili fonti di esposizione alla ricina e su eventuali elementi esterni all’ambiente domestico. Solo l’incrocio di evidenze medico-legali, tecniche e investigative potrà offrire risposte attendibili e permettere alla Procura di compiere i passi successivi nell’inchiesta.

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