Il 24 giugno ha segnato una svolta nell’assetto politico regionale del Molise. Gianluca Cefaratti ha presentato le dimissioni dalla carica di consigliere regionale, atto che apre la strada al subentro di Raimondo Fabrizio primo dei non eletti nella lista Il Molise che vogliamo. La procedura di surroga dovrà essere formalizzata dal Consiglio regionale per rendere ufficiale l’ingresso di Fabrizio a Palazzo D’Aimmo mentre Cefaratti manterrà l’incarico di assessore uscendo però dall’assemblea.
Le modifiche al quadro politico e i nomi coinvolti
Il movimento di caselle conferma quanto stabilito negli accordi preelettorali e riallinea le rappresentanze dei partiti nella maggioranza. All’ingresso di Raimondo Fabrizio, figura politica attiva a Campobasso e legata alla lista riconducibile all’europarlamentare Aldo Patriciello si affiancano altri cambi nella composizione della Giunta e dell’assemblea regionale. In precedenza si era già materializzato un avvicendamento in Fratelli d’Italia con Armandino D’Edidio che ha sostituito Michele Iorio. Analogamente, in Forza Italia si è registrata la sostituzione in Giunta di Andrea Di Lucente con Roberto Di Baggio.
Deleghe e ruoli mantenuti e trasferiti
Non tutti i cambi hanno significato perdita di responsabilità. Michele Iorio pur uscendo dall’esecutivo come assessore, mantiene il controllo su deleghe rilevanti in veste di consigliere: si tratta dei temi legati ai fondi europei al PNRR e al piano di rientro sanitario. Allo stesso modo Andrea Di Lucente conserva, da consigliere, le responsabilità sulle attività produttive e sull’energia. I nuovi assessori hanno invece preso in carico compiti specifici: a D’Edidio rimangono lo sport e la semplificazione amministrativa mentre a Di Baggio sono attribuite formazione professionale e ambiente.
Il profilo istituzionale del rimpasto e le reazioni delle opposizioni
Il rimpasto ha acceso le critiche delle forze di opposizione, che hanno parlato apertamente di un tentativo di ridurre il ruolo del Consiglio regionale nelle sue funzioni tipiche: fare leggi ed esercitare controllo sull’esecutivo. I consiglieri delle varie forze contrapposte, per una volta compatti, hanno minacciato di impugnare gli atti ritenuti lesivi dell’autonomia istituzionale. In questo contesto, la presenza di due assessori esterni nella Giunta — tra cui lo stesso Cefaratti pur fuori dall’assemblea e un altro assessore esterno già presente — è stata ricordata come elemento di novità rispetto alla composizione precedente.
Possibili sviluppi e scenari alla luce delle surroghe
La surroga che porterà Raimondo Fabrizio a sedere tra i banchi del Consiglio rappresenta il primo atto formale del processo: l’esito della verifica in aula determinerà la data di insediamento effettivo. Nel frattempo, circolano ipotesi su ulteriori spostamenti interni ai partiti che potrebbero modificare ancora gli assetti, ma ogni cambiamento dovrà passare attraverso le procedure previste dall’assemblea regionale e i giochi interni alla coalizione guidata dal presidente Francesco Roberti.
Con l’arrivo dell’estate la macchina politica registrerà una pausa nelle attività più intense; a settembre, però, la ripresa potrà avvenire in un clima già orientato verso la campagna elettorale per le politiche. Tra le indiscrezioni che circolano a livello nazionale figura anche una data di voto ipotizzata: l’11 aprile, citata nel dibattito politico, che rimette in prospettiva le mosse locali alla luce del calendario elettorale. Nel frattempo, a Campobasso e nel resto del Molise gli equilibri interni alla maggioranza restano sotto osservazione, mentre le opposizioni valutano eventuali azioni legali rispetto agli atti approvati.



