1 Ottobre 2026 ☀ 13°

Rocchia direttore sanitario AsReM: interrogativi sulla conformità al d.lgs. 39/2013

La designazione del dottor Nicola Rocchia come direttore sanitario dell'AsReM è stata formalizzata con la delibera n. 944 e ha provocato interrogativi sulla compatibilità con il decreto legislativo 39/2013: il consigliere Roberto Gravina chiede trasparenza e annuncia un'interpellanza in Consiglio regionale.

Rocchia direttore sanitario AsReM: interrogativi sulla conformità al d.lgs. 39/2013

La procedura che ha portato alla nomina del dottor Nicola Rocchia come direttore sanitario dell’ASReM è al centro di un confronto politico e giuridico. La formalizzazione dell’incarico avvenuta con la delibera n. 944 ha infatti suscitato dubbi relativi alla possibile inconferibilità prevista dalle norme anticorruzione per i vertici delle aziende sanitarie.

Di fronte alla delicatezza del ruolo e all’interesse pubblico, il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina ha chiesto chiarimenti formali sulla verifica dei requisiti necessari per assumere tale incarico, convinto che i cittadini abbiano diritto a spiegazioni trasparenti sul rispetto delle disposizioni di legge.

Il quadro normativo che solleva il nodo

Al centro delle perplessità c’è il d.lgs. 8 aprile 2013, n. 39, norma che disciplina le cause di inconferibilità e incompatibilità per incarichi presso le pubbliche amministrazioni. In particolare, l’articolo 8 comma 1 stabilisce che gli incarichi apicali nelle aziende sanitarie locali — tra cui rientrano i ruoli di direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo — non possano essere attribuiti a soggetti che nei cinque anni precedenti siano stati candidati in elezioni europee, nazionali, regionali o locali in collegi che comprendano il territorio dell’azienda sanitaria interessata.

Perché la norma è importante

La regola intende prevenire possibili conflitti di interesse e garantire l’imparzialità delle nomine, con l’obiettivo di tutelare la fiducia nell’amministrazione pubblica. Il criterio temporale dei cinque anni è pensato come una finestra durante la quale l’adesione a iniziative politiche che coinvolgono il territorio potrebbe compromettere l’indipendenza dell’incarico gestionale.

I fatti contestati nella vicenda Rocchia

Il dottor Rocchia, fino a poco tempo fa responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna dell’ospedale San Timoteo di Termoli, è stato candidato alle elezioni regionali del 2026 nelle liste del centrodestra in un collegio che comprende il territorio di competenza dell’ASReM. Questo elemento rientra nella finestra temporale indicata dal d.lgs. 39/2013 e pertanto è esattamente l’aspetto che il consigliere Gravina mette in rilievo.

La delibera n. 944 che nomina Rocchia richiama le competenze professionali e l’esperienza del candidato; resta però aperta la domanda se sia stata svolta una valutazione specifica e documentata sull’applicabilità dell’articolo 8. Gravina chiede che l’azienda sanitaria spieghi se e come abbia eseguito tali verifiche.

Le richieste del consigliere regionale

Il consigliere annuncia la presentazione di un’interpellanza in Consiglio regionale: l’obiettivo è ottenere dalla direzione dell’ASReM e dalla struttura regionale competente una spiegazione pubblica circa la conformità della nomina al d.lgs. 39/2013. Se la norma è stata rispettata, Gravina sollecita la dimostrazione formale; in caso contrario chiede che la mancata verifica venga resa nota prima che l’incarico diventi operativo il 4 giugno.

Implicazioni politiche e amministrative

La vicenda non è solo una questione di legittimità formale: investe la percezione pubblica sulla gestione della sanità regionale e sulle garanzie contro conflitti d’interesse. Se infatti emergessero carenze procedurali, la nomina potrebbe essere oggetto di contestazioni che vanno oltre il mero dibattito politico.

Al tempo stesso, i sostenitori della scelta sottolineano il profilo tecnico del neo designato e il valore delle sue esperienze cliniche e manageriali. Tuttavia, come evidenziato anche dagli oppositori, la correttezza formale delle procedure è indispensabile per assicurare che la scelta sia solida sia sul piano professionale sia su quello normativo.

Cosa succederà adesso

Nelle prossime settimane l’interpellanza annunciata da Gravina costringerà le autorità competenti a chiarire la documentazione che ha accompagnato la nomina. L’ASReM sarà chiamata a illustrare, se esistente, il percorso di verifica dei requisiti di conferibilità e le motivazioni giuridiche che hanno portato alla delibera n. 944.

Per i cittadini e per gli operatori sanitari locali la chiave sarà la trasparenza: sapere se la decisione è stata presa nel pieno rispetto delle regole rafforza la fiducia nell’organizzazione sanitaria; in caso contrario, la questione potrebbe assumere risvolti più ampi nel confronto politico e istituzionale.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Campobasso adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 1 Ottobre