Il dibattito sul trasferimento del personale della SATI S.p.A. nella nuova tratta tra Tufara e San Bartolomeo in Galdo ha riacceso le tensioni tra l’azienda, le organizzazioni sindacali e la Regione molise. Il Trasporto Pubblico Locale della regione è al centro di due versioni contrastanti: da un lato la denuncia della Faisa Cisal dall’altro la risposta ufficiale della società.
Secondo la denuncia, la SATI avrebbe spostato i dipendenti verso il nuovo capolinea senza rispettare le regole stabilite dall’accordo del 15 maggio 2026 che prevede trasferimenti volontari, comunicazione degli incarichi tramite bacheca ed e-mail e, solo in assenza di candidature, un trasferimento d’ufficio basato su graduatoria. La Faisa afferma che non è stato pubblicato alcun avviso di manifestazione di interesse e che l’azienda ha agito unilateralmente.
Le dichiarazioni di SATI S.p.A. sulla presunta mobilità
In una nota diffusa poco dopo le accuse, la SATI ha respinto categoricamente gli addebiti, sostenendo che non è stato disposto alcun trasferimento o assegnazione provvisoria di sede. L’azienda spiega che la copertura della tratta, modificata dalla Regione Molise, è temporanea e gestita a rotazione giornaliera da personale di scorta, garantendo la flessibilità operativa e il rispetto di tutte le tutele previste da legge e contratto.
Gestione temporanea della tratta Tufara–San Bartolomeo
Secondo la risposta di SATI, la modifica, autorizzata in via sperimentale fino al 30 giugno non comporta alcun cambiamento della sede giuridica dei dipendenti. Qualora la Regione decidesse di consolidare la misura con l’instaurazione di una sede fissa, la società ha promesso di attivare immediatamente le procedure di manifestazione di interesse previste dall’accordo del 15 maggio 2026. La società ha inoltre invitato tutti gli interlocutori a non strumentalizzare la normale flessibilità organizzativa dei servizi sperimentali.
Le contestazioni della Faisa Cisal e le richieste al governo regionale
La Faisa Cisal, tramite il suo portavoce, ha sottolineato che la pratica di trasferire dipendenti senza passare per le procedure concordate è ormai una “regola” consolidata sul territorio molisano. Il Sindacato ha richiesto alla Regione Molise di intervenire, sottolineando l’assenza di un bando di gara per la gestione della nuova tratta e la mancanza di informazione alle organizzazioni sindacali su modifiche organizzative che incidono sulla vita dei lavoratori.
Accordo del 15 maggio 2026 e criteri di mobilità
L’accordo stipulato il 15 maggio 2026 tra SATI e le organizzazioni sindacali stabiliva che i trasferimenti devono avvenire su base volontaria con comunicazione pubblica delle posizioni disponibili. Solo se nessun dipendente si presentasse volontario, l’azienda avrebbe potuto ricorrere a un trasferimento d’ufficio, sempre secondo una graduatoria predefinita. La denuncia sostiene che tale procedura non è stata seguita per la sede di San Bartolomeo, dove il personale è stato collocato in maniera provvisoria senza alcun avviso.
Il Segretario Regionale Emilio Santangelo ha più volte sottolineato la necessità di un maggiore controllo da parte dell’amministrazione regionale sul trasporto pubblico locale, evidenziando anche altri problemi sistemici, quali il mancato rispetto dei riposi settimanali, la gestione irregolare della Cassa Integrazione e la presenza di fermate non conformi alle norme di sicurezza.
La risposta della società insiste sulla legittimità dell’operazione, mentre la Faisa Cisal resta ferma nella denuncia di un “trasferimento unilaterale”. La vicenda rimane aperta, con la Regione chiamata a verificare la procedura adottata e a garantire il rispetto delle regole di trasparenza e parità di trattamento.



