Quando scatta un’emergenza, pochi secondi fanno la differenza. Saper scegliere il numero giusto dire le parole essenziali e condividere la posizione in modo chiaro accelera l’arrivo dei soccorsi e limita i rischi. Questa guida pratica spiega come contattare 112113 e 115 come usare le app ufficiali e quali informazioni servono davvero, senza esporre dati personali non necessari.
La regola d’oro è semplice: messaggi essenziali posizione accurata, dettagli utili per la sicurezza degli operatori e delle vittime. Evitare supposizioni, giudizi o elementi che confondono. E, quando possibile, sfruttare gli strumenti di geolocalizzazione delle app riconosciute dagli enti di soccorso.
Quando chiamare 112, 113 o 115: differenze operative
Il 112 è il Numero Unico Europeo per le emergenze: risponde e smista verso forze di polizia, soccorso sanitario o vigili del fuoco, in base alla richiesta. Il 113 indirizza alla Polizia di Stato per reati, pericoli per le persone, risse, furti in atto o minacce. Il 115 collega ai Vigili del Fuoco per incendi, crolli, fughe di gas, incidenti con persone intrappolate, criticità strutturali. Se si è in dubbio, chiamare 112 l’operatore filtra e smista.
Chiamare subito quando c’è un pericolo attuale o imminente per persone o beni: incendio visibile, malore grave, aggressione in corso, fuga di gas, incidente stradale con feriti. Per reati non in corso (ad esempio truffe già avvenute), segnalare tramite uffici di polizia o app ufficiali, salvo rischi immediati. Non usare mai chat private o social come canale sostitutivo: rallentano e disperdono le informazioni.
Cosa dire: lo script che funziona in 30 secondi
Aprire con tre punti fermi: cosa succededovequante persone coinvolte. Esempio: “Incendio in appartamento, via Roma 12, terzo piano, due persone dentro”. A seguire: condizioni delle persone (coscienti, intrappolate), rischi immediati (gas, fumo, traffico), accessi e ostacoli (cancello, citofono, cani). Restare in linea finché l’operatore non chiude la chiamata o chiede di farlo.
Frasi modello utili: “Vedo fumo denso dal balcone sul retro”, “C’è odore forte di gas nel vano scale”, “Uomo privo di sensi, respira a fatica”, “Aggressione in corso davanti al civico 24, l’autore indossa giacca nera”. Evitare: opinioni (“mi sembra non grave”), accuse senza riscontri, dettagli irrilevanti, dati sensibili di terzi (numeri di telefono, documenti) se non richiesti dall’operatore.
Geolocalizzazione precisa: indirizzo, coordinate e punti di riferimento
La posizione è l’informazione più critica. Fornire indirizzo completo con città, via, civico scala, piano, interno. In strada, indicare il chilometro se presente, il senso di marcia e il numero della corsia. In aree aperte, descrivere punti fissi: “area giochi lato nord del parco, vicino alla fontana”. Se possibile, leggere le coordinate dall’app mappe del telefono (gradi decimali): questa informazione accelera la localizzazione soprattutto fuori città.
Al telefono, spiegare come accedere: citofono, codice, cancello, passo carraio. Nei condomìni: scala e piano, presenza di ascensore, eventuali ostacoli. In gallerie o ferrovie, indicare il numero della galleria o il palo chilometrico. Non muoversi senza necessità se si è la principale fonte di orientamento per i soccorritori; in alternativa, concordare un punto di incontro visibile e sicuro.
App ufficiali: Where ARE U, YouPol e canali riconosciuti
Where ARE U è l’app collegata al Numero Unico 112 in molte regioni italiane: invia automaticamente la posizione al centro di risposta e consente chiamate, chat o SMS quando non si può parlare. È utile per persone con difficoltà uditive o in situazioni in cui la voce espone a rischi. Verificare nelle impostazioni i permessi di localizzazione e l’abilitazione alla chiamata di emergenza.
YouPol è l’app della Polizia di Stato per segnalazioni documentate su spaccio, bullismo, violenza domestica e altri reati, anche in modalità anonima. Va usata quando non c’è pericolo immediato o quando si dispone di elementi utili (testi, foto, video) che possono essere inviati senza interferire con i soccorsi. In ambito sanitario, diverse centrali utilizzano piattaforme che supportano chat/SMS di emergenza: seguire le istruzioni fornite dall’operatore dopo la prima chiamata.
Privacy e sicurezza: dare il necessario, proteggere il resto
In emergenza, condividere solo dati necessari all’intervento: luogo, dinamica, rischi, numero di persone coinvolte. Evitare di diffondere nomi completi numeri di documento, contatti privati o immagini non indispensabili. Le chiamate ai numeri di emergenza possono essere registrate; il caller ID è visibile: se si teme ritorsioni, segnalarlo all’operatore e valutare canali che consentono riservatezza (ad esempio funzioni anonime delle app riconosciute). Mai pubblicare dettagli dell’emergenza in tempo reale su social o gruppi: si mettono a rischio persone e indagini.
Se si inviano file tramite app, rimuovere metadati non necessari e oscurare volti di minori o terzi non coinvolti. In spazi condominiali, evitare riprese all’interno di abitazioni altrui. Nei contesti di violenza domestica, privilegiare canali silenziosi (chat) e messaggi brevi concordati con l’operatore, senza rivelare indirizzi o orari abituali in chiaro se non strettamente indispensabili al soccorso.
Esempi di messaggi efficaci (e cosa evitare)
Chiamata voce efficace: “Incidente stradale con due feriti coscienti, tangenziale uscita 7 direzione nord, auto in corsia di emergenza, traffico rallentato. Non vedo fumo né perdite, un ferito sanguina da un braccio. Sono fermo dopo il guardrail, giubbotto ad alta visibilità”. Chat via app: “Aggressione in corso al civico 24, ingresso cortile lato ovest. Io nascosto nel vano scale. Autore: uomo, giacca nera, cappuccio. Tre persone nell’area. Serve pattuglia urgente”.
Da evitare: messaggi lunghi e confusi, ipotesi spacciate per fatti (“forse ubriaco”), invio di foto che espongono targhe o volti non necessari, condivisione in gruppi privati invece che all’ente competente. Non interrompere la chiamata per registrare video: la priorità è mantenere la comunicazione e la sicurezza personale. Se l’operatore chiede di spostarsi, valutare i rischi e riferire ogni cambiamento della scena in tempo reale.



