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Sicurezza a Campobasso: tra disagio giovanile e richieste di intervento

La comunità di Campobasso si confronta con episodi di insicurezza e propone soluzioni concrete per migliorare la convivenza e la prevenzione del disagio giovanile

Sicurezza a Campobasso: tra disagio giovanile e richieste di intervento

Negli ultimi mesi, Campobasso ha visto un aumento di episodi che hanno destato preoccupazione tra i cittadini, in particolare tra le famiglie e i giovani. Dalle molestie denunciate da due adolescenti nel centro cittadino alle risse tra minorenni, fino ai ripetuti episodi di microcriminalità, la percezione di insicurezza è in crescita. L’Associazione Cultura e Solidarietà, da sempre attiva nella comunità, ha deciso di affrontare il problema con un approccio strutturato e collaborativo.

Episodi di cronaca e percezione di insicurezza

I recenti episodi di cronaca hanno messo in luce un disagio diffuso che non può essere ignorato. Aldo Di Giacomo, presidente dell’Associazione Cultura e Solidarietà, ha dichiarato: “Non intendiamo alimentare allarmismi, ma sarebbe sbagliato far finta che non esista un problema. La sicurezza è un diritto fondamentale e rappresenta la condizione indispensabile perché una comunità possa vivere serenamente i propri spazi pubblici.”

Secondo l’Associazione, la questione non può essere affrontata esclusivamente sotto il profilo dell’ordine pubblico. “Occorre un progetto complessivo che affronti insieme i temi della convivenza, dell’integrazione, del disagio giovanile e della prevenzione della devianza”, ha aggiunto Di Giacomo. Le risposte esclusivamente repressive sono necessarie quando vengono commessi reati, ma da sole non bastano. È indispensabile investire anche nell’educazione nella mediazione culturale, nella responsabilizzazione delle famiglie e nella costruzione di percorsi di inclusione che prevengano situazioni di emarginazione e conflitto.

Proposte per un cambiamento concreto

L’Associazione Cultura e Solidarietà ha proposto l’apertura di un percorso permanente di confronto tra istituzioni e società civile. “Per questo chiederemo un incontro con il sindaco di Campobasso e con la delegata comunale alle Pari Opportunità per avviare un tavolo di lavoro che coinvolga Prefettura, forze dell’ordine, scuole, educatori, associazioni culturali e giovanili, Terzo Settore, servizi sociali e famiglie”, ha annunciato Di Giacomo. La sicurezza non può essere demandata soltanto alle pattuglie: è una responsabilità collettiva che richiede partecipazione, prevenzione e collaborazione.

Particolare attenzione dovrà essere rivolta ai giovani. “È necessario recuperare i ragazzi prima che il disagio si trasformi in violenza. Servono più occasioni di aggregazione positiva, sport, cultura, formazione civica e percorsi educativi. Allo stesso tempo bisogna garantire che ragazze e ragazzi possano vivere liberamente la città senza paura, in qualsiasi quartiere e a qualsiasi ora”, ha sottolineato Di Giacomo.

Chiusura di un esercizio commerciale non autorizzato

Nella giornata di ieri, 7 agosto, il Questore di Campobasso ha disposto la cessazione immediata dell’attività di un esercizio commerciale nel centro cittadino. Le verifiche svolte hanno riscontrato la presenza abituale di soggetti con precedenti di polizia e l’assenza delle necessarie autorizzazioni amministrative. Al titolare è stata comminata un’ingente sanzione amministrativa.

Questo episodio rappresenta un ulteriore segnale dell’importanza di un approccio integrato alla sicurezza urbana. La collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini è fondamentale per affrontare le sfide che la comunità di Campobasso si trova a dover gestire.

L’Associazione Cultura e Solidarietà rinnova infine la propria disponibilità a collaborare con tutte le istituzioni e con il mondo dell’associazionismo per promuovere iniziative di sensibilizzazione, ascolto e prevenzione. “Campobasso è una città che ha sempre fatto dell’accoglienza e della coesione sociale un valore. Difendere questi principi significa affrontare con serietà i problemi che emergono, senza alimentare divisioni o contrapposizioni, ma senza neppure negare il disagio che molti cittadini oggi esprimono. Solo attraverso un impegno comune sarà possibile restituire fiducia alle famiglie e rafforzare il senso di sicurezza della nostra comunità.”

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