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Sigfrido Ranucci, attentato a Pomezia: chi è il mandante e perché

Un attentato esplosivo a Pomezia, un mandante inatteso e un'amicizia sotto indagine: scopriamo i dettagli dell'attentato a Sigfrido Ranucci.

Sigfrido Ranucci, attentato a Pomezia: chi è il mandante e perché

Il 16 ottobre 2026, un’esplosione ha scosso la tranquillità di Pomezia, nei pressi di Roma. Una bomba rudimentale è stata fatta esplodere davanti alla casa di Sigfrido Ranucci, conduttore della popolare trasmissione di inchieste Report su Rai 3. L’attentato ha danneggiato auto e cancello, ma per fortuna non ha provocato feriti. Inizialmente, si pensava che l’attentato potesse essere una ritorsione per una delle inchieste condotte da Ranucci. Tuttavia, le indagini degli ultimi giorni hanno portato alla luce aspetti misteriosi e inaspettati.

L’arresto dei presunti esecutori e l’indagine sul mandante

Nelle ultime due settimane, quattro persone sono state arrestate per aver eseguito materialmente l’attentato. Tra loro, Clesio Tavares Gomes, un dipendente del ristorante di Valter Lavitola, imprenditore, editore e giornalista noto come faccendiere della politica. Lavitola è stato indagato come mandante dell’attentato, un colpo di scena che ha lasciato tutti sconcertati, soprattutto perché Lavitola è un amico di Ranucci.

Ranucci ha dichiarato pubblicamente di considerare Lavitola un amico vero affermando che non avrebbe mai voluto fare del male a lui o alla sua famiglia. Lavitola, interrogato dai magistrati, ha negato ogni coinvolgimento, dichiarando di non avere idea di chi abbia organizzato l’attentato.

Il ruolo di Clesio Tavares Gomes

Secondo la procura di Roma, Lavitola avrebbe incaricato Gomes di trovare qualcuno in grado di recuperare esplosivi e farli esplodere davanti alla casa di Ranucci. Successivamente, Gomes sarebbe stato inviato in Camerun. Lavitola ha dichiarato che Gomes non è fuggito, ma che si trova in Camerun per curare i propri affari. Le indagini hanno ricostruito che Lavitola e Gomes si trovavano nella zona della casa di Ranucci un mese prima dell’attentato, il 15 settembre, un dettaglio che la procura interpreta come un sopralluogo per organizzare l’attentato.

L’ipotesi di un attentato finto per aumentare la popolarità

Un articolo ha rivelato che Lavitola aveva il progetto di far entrare Ranucci in politica, proponendolo come capo di una possibile coalizione del campo largo che va da Alleanza Verdi e Sinistra a Italia Viva, passando per il PD e il Movimento 5 Stelle. Ranucci sarebbe stato visto come un personaggio sufficientemente popolare e trasversale da mettere d’accordo tutti. Lavitola aveva addirittura commissionato sondaggi e parlato con alcuni consulenti politici.

Secondo un’ipotesi circolata su diversi giornali, Lavitola avrebbe organizzato l’attentato per far passare Ranucci come una vittima della criminalità organizzata, rafforzando così la sua popolarità. Tuttavia, questa ipotesi non ha prove concrete, per ora.

Le dichiarazioni di Ranucci

Ranucci ha dichiarato di sapere del progetto politico di Lavitola, ma di non aver mai voluto candidarsi. Ha anche affermato che Lavitola sapeva della sua decisione e che i sondaggi erano stati commissionati per accreditarsi verso altri, senza specificare chi. Ranucci ha inoltre raccontato di essersi avvicinato a Lavitola nel 2019, dopo alcune inchieste di Report sul suo conto, e di frequentare spesso il suo ristorante a Roma, nel quartiere di Monteverde Vecchio.

Ranucci ha negato con fermezza l’ipotesi che Lavitola fosse diventato una fonte per deviare le attenzioni di Report, definendo tali accuse ipocrite. Ha anche ipotizzato che l’attentato potesse essere stato organizzato da qualcuno che voleva impedire che a Report arrivassero certe informazioni.

Le reazioni e le indagini in corso

Paolo Corsini, direttore degli approfondimenti Rai e responsabile di Report, ha dichiarato che aspetteranno la magistratura per chiarire la vicenda. Corsini ha anche affermato che, se avessero usato il metodo di Report per questa storia, Ranucci sarebbe già al gabbio, riferendosi al fatto che Report viene spesso criticato per le sue inchieste approfondite e dettagliate.

Le indagini sono ancora in corso, e molti aspetti rimangono misteriosi. La procura di Roma sta lavorando per chiarire i motivi dell’attentato e il ruolo di Lavitola. Nel frattempo, Ranucci continua a condurre Report, mantenendo la sua posizione di giornalista impegnato e indipendente.

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