Il personale ATA del Molise si trova ad affrontare un nuovo anno scolastico con una situazione di precarietà che sembra non trovare soluzione. Nonostante le promesse e le aspettative, le stabilizzazioni per l’anno scolastico 2026/27 risultano insufficienti lasciando centinaia di lavoratori in una condizione di incertezza.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha trasmesso agli Uffici Scolastici Regionali le istruzioni operative per le immissioni in ruolo, ma i numeri parlano chiaro: solo 60 assunzioni su 168 posti disponibili. Una situazione che la FLC CGIL definisce inaccettabile e che penalizza sia i lavoratori che le scuole.
La distribuzione delle assunzioni in Molise
Secondo il prospetto trasmesso con la nota ministeriale n. 20624 del 7 agosto 2026, la distribuzione delle assunzioni nelle province di Campobasso e Isernia è la seguente:
Campobasso 52 immissioni su 143 posti disponibili
Isernia 8 immissioni su 25 posti disponibili
La maggior parte delle stabilizzazioni riguarda i collaboratori scolastici (47 assunzioni su 120 posti), mentre per gli assistenti amministrativi e tecnici le immissioni restano limitate. I profili di cuochiinfermieri e guardarobieri sono esclusi dai contingenti e saranno ripartiti dagli uffici territoriali in base alle esigenze.
Le critiche della FLC CGIL
La FLC CGIL ha più volte richiesto un incremento di organico e la stabilizzazione del personale ATA, ma le immissioni in ruolo anche quest’anno risultano assolutamente insufficienti. “Una situazione inaccettabile”, commenta il sindacato, “che penalizza la qualità del servizio scolastico e condanna centinaia di lavoratori molisani alla precarietà.”
Sommando i posti residui dopo le assunzioni (108) e l’organico in deroga autorizzato dall’USR Molise (185 unità), l’anno scolastico inizierà con circa 300 precari ATA, a cui si aggiungeranno ulteriori supplenze disposte nel corso dell’anno. Un sistema che continua a produrre precarietà, discontinuità nel funzionamento delle scuole e un crescente contenzioso.
Il sindacato evidenzia inoltre il paradosso di un sistema che preferisce sostenere i costi di risarcimenti e contenziosi per l’abuso dei contratti a termine, piuttosto che investire nella stabilizzazione del personale. Una scelta definita “grave e miope”, che penalizza la qualità del servizio scolastico e spreca risorse pubbliche.
Le richieste della FLC CGIL
La FLC CGIL chiede un intervento normativo che superi il vincolo del turn over e consenta di coprire tutti i posti vacanti, applicando le sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. L’appello è rivolto anche ai rappresentanti politici regionali, affinché si impegnino a invertire la tendenza dei tagli e garantire stabilità a lavoratrici, lavoratori e scuole.
“Le promesse però non bastano”, afferma il sindacato. “Non è più ammissibile continuare con la politica delle deroghe: occorrerebbe invertire la tendenza dei tagli e rivedere i criteri di attribuzione degli organici che penalizzano le aree interne, stabilizzare i precari.”



