1 Ottobre 2026 🌤 22°

Termoli: stop all’appello del Comune, via libera alla quantificazione dei danni

Il verdetto mette fine a dieci anni di contenzioso e avvia la quantificazione delle somme dovute a De Francesco Costruzioni

Termoli: stop all’appello del Comune, via libera alla quantificazione dei danni

La lunga controversia sul progetto di riqualificazione del centro di Termoli, che includeva la proposta poi annullata del tunnel, si è chiusa con la decisione del Consiglio di Stato (sezione quinta) pronunciata il 22 maggio 2026. Dopo anni di contatti, sospensioni e ricorsi, la sentenza conferma quanto stabilito dal TAR Molise con la sentenza 316/2026, portando la disputa fra il Comune di Termoli e la ditta De Francesco Costruzioni S.r.l. nella fase esecutiva. In questo passaggio finale emergono obblighi economici precisi e la necessità di definire in modo puntuale le somme da corrispondere.

Il dispositivo del giudice di legittimità ha rigettato l’appello presentato dal Comune di Termoli, confermando che l’amministrazione è tenuta a riconoscere sia un indennizzo ai sensi dell’art. 21-quinquies della legge n. 241/1990 per il periodo 2015-2026, sia il risarcimento del danno emergente dovuto a responsabilità precontrattuale per il periodo 2026-2026, oltre agli interessi e alla rivalutazione. La pronuncia stabilisce quindi obblighi di natura sia indennitaria sia risarcitoria, con rilievo economico immediato per le casse comunali.

Il comportamento dell’amministrazione e la qualificazione giuridica

I giudici hanno sottolineato come, tra aprile 2026 e luglio 2026, l’ente locale abbia mantenuto un atteggiamento «oscillante e inconcludente»: interlocuzioni ripetute senza atti formali che lasciavano il promotore nella prospettiva di una possibile chiusura positiva della pratica. Questa condotta è stata ritenuta integrazione della fattispecie di culpa in contraendo, ossia la responsabilità derivante da un comportamento che crea aspettative contrattuali non rispettate. L’esito giurisprudenziale dunque premia la società appaltatrice e cristallizza la responsabilità amministrativa in termini economici.

Cosa comporta la nozione di culpa in contraendo

La culpa in contraendo è qui utilizzata per spiegare che, anche in assenza di un contratto concluso, l’ente può essere ritenuto responsabile per azioni che hanno indotto il soggetto privato a sostenere costi o a maturare aspettative. Nel caso specifico, il giudice ha ritenuto che le interlocuzioni protratte e l’assenza di decisioni formali abbiano determinato un affidamento legittimo da parte di De Francesco Costruzioni, giustificando sia il riconoscimento di indennizzi sia la liquidazione del danno emergente per la fase successiva.

La fase esecutiva: quantificazione e procedure

Con l’ultima pronuncia si apre la fase di esecuzione della sentenza: il Comune di Termoli dovrà avviare il procedimento di quantificazione concordata delle somme dovute, basandosi sulle fatture e sulla documentazione già depositata in giudizio dalla De Francesco Costruzioni. Il TAR aveva stabilito che le somme dovessero essere corrisposte entro 90 giorni, termine che non è stato rispettato e che ora grava con l’aggiunta di ulteriori interessi e della rivalutazione. La complessità tecnica della quantificazione impone perciò un iter amministrativo e contabile accurato e trasparente.

Calendario pratico e impatto sulle finanze comunali

La quantificazione richiederà la verifica puntuale di documenti relativi al periodo 2015-2026, compresi contratti, fatture e rapporti tecnici. Dal punto di vista finanziario, la sentenza può tradursi in esborsi significativi per il bilancio comunale; l’ente potrebbe valutare opzioni come la rateizzazione, la ricerca di coperture straordinarie o ricorsi amministrativi di carattere procedurale nei limiti consentiti dalla legge. Resta comunque ferma l’operatività della decisione di merito adottata dal Consiglio di Stato.

Ripercussioni politiche e urbanistiche per Termoli

Oltre all’aspetto economico, la vicenda lascia un’eredità politica e urbanistica: il progetto di riqualificazione e la vicenda del tunnel hanno diviso l’opinione pubblica e hanno mobilitato il Comitato No Tunnel, la cui battaglia giudiziaria aveva portato alla revoca dell’appalto nella fase finale. Per il futuro, amministrazioni e stakeholder locali dovranno bilanciare la volontà di sviluppo urbano con la necessità di trasparenza procedurale e pianificazione accurata per evitare nuove controversie.

Le lezioni per progetti futuri

La conclusione del contenzioso impone una riflessione sulle pratiche di affidamento e sul rapporto tra pubblico e privato: maggiore chiarezza procedurale, tempistiche certe e comunicazioni formali possono prevenire aspettative non realistiche e contenziosi costosi. Per i cittadini di Termoli, la vicenda è anche un monito sull’impatto delle scelte urbanistiche e sulla necessità di un dibattito partecipato e documentato.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Campobasso adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 56 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 1 Ottobre