La riunione dell’Automotive Regions Alliance (ARA) svoltasi a Bilbao ha riunito rappresentanti regionali, istituzioni europee e i principali attori dell’industria automobilistica per discutere la transizione energetica del settore. In questo contesto l’assessore della Regione Molise, Di Lucente, ha posto l’accento sulla necessità di un approccio che non si limiti a obiettivi astratti, ma che consideri le conseguenze concrete sulle comunità locali. Il dibattito ha toccato temi come la competitività industriale europea rispetto ai grandi player globali e la definizione di una piattaforma politica per coordinare le politiche tra le Regioni.
L’intervento di Di Lucente ha puntato il dito contro quello che ha descritto come un deficit nel compito di fare reale “comunità” da parte della Unione Europea, soprattutto quando si parla di strumenti di accompagnamento alla decarbonizzazione. Ha richiamato l’attenzione sul caso concreto dello stabilimento Stellantis Termoli per illustrare come la perdita o il ridimensionamento di una fabbrica possa avere effetti disastrosi in territori caratterizzati da fragilità economica. La richiesta centrale è stata chiara: politiche graduate e differenziate, capaci di coniugare innovazione, mercato e tessuto sociale.
Critica e richieste dell’assessore
Nel suo intervento l’assessore ha evidenziato come l’attuale impostazione europea rischi di applicare soluzioni uniformi a contesti molto diversi. Per Di Lucente, la neutralità tecnologica recentemente emersa nei dibattiti europei rappresenta un segnale positivo, ma non basta. Ha chiesto che le misure tengano conto della diversa capacità di assorbire shock economici tra aree come la Baviera o la Catalogna e regioni più vulnerabili come il Molise. L’assessore ha sottolineato che uno stabilimento storico non è solo un sito produttivo, ma un vero e proprio ecosistema socioeconomico che comprende competenze, filiere e famiglie.
Perché il Molise è un caso emblematico
La regione è stata descritta come un territorio dove la perdita di un sito produttivo genera una «desertificazione» industriale e sociale difficilmente reversibile nel breve periodo. Di Lucente ha chiesto chiaramente strumenti che includano aiuti per l’energia, piani di reindustrializzazione sostenuti e temporizzazioni realistiche per le riconversioni. Ha messo in guardia contro l’idea che la semplice sostituzione di una tecnologia determini automaticamente nuove opportunità, ricordando che processi di riconversione richiedono risorse, mercati e tempi concreti per la formazione e la riallocazione occupazionale.
Proposte operative per una transizione equilibrata
Tra le proposte avanzate dall’assessore e condivise durante i lavori vi sono richieste per misure mirate: finanziamenti dedicati per aree industriali fragili, incentivi energetici calibrati e programmi di accompagnamento per le filiere locali. Di Lucente ha sottolineato la necessità che l’azione europea non sia una neutralità sociale che ignori gli effetti territoriali delle scelte climatiche. L’obiettivo indicato è un modello che concili innovazione, competitività e coesione territoriale, evitando che i costi della transizione ricadano in modo sproporzionato sulle comunità più deboli.
Impegni locali e relazioni con Stellantis
Sul piano pratico la Regione Molise ha annunciato la volontà di collaborare con il Governo italiano e con l’azienda per massimizzare investimenti e tutele occupazionali a Termoli. L’assessore ha segnalato che, dopo anni di delocalizzazioni, si registra un cambio di rotta con Stellantis che torna a considerare l’Italia come un mercato strategico. Tuttavia, per tradurre le intenzioni in fatti servono strumenti europei nuovi e una politica industriale che riconosca le differenze territoriali: misure energetiche, sostegni temporanei e piani di sviluppo locale.
Ruolo dell’Alleanza e prospettive per l’Europa
L’assemblea ARA è stata anche l’occasione per chiedere maggiore coordinamento tra Regioni e un dialogo più efficace con Bruxelles, affinché le politiche industriali europee includano meccanismi di accompagnamento differenziati. Di Lucente ha lanciato un appello perché l’Alleanza delle Regioni Automobilistiche assuma una posizione netta: la lotta al cambiamento climatico non può tradursi in abbandono sociale. La conclusione è stata un invito a costruire percorsi condivisi che preservino le comunità industriali e consentano una transizione sostenibile senza lasciare indietro le aree più fragili.
In sintesi, il messaggio emerso da Bilbao è semplice ma impegnativo: la transizione del settore automotive deve essere progettata su misura delle diversità territoriali, con strumenti che uniscano tecnologie pulite, competitività delle imprese e protezione del capitale umano e sociale delle regioni. Per il Molise si tratta di evitare che la trasformazione diventi sinonimo di svuotamento industriale, puntando invece su politiche concrete e misurate che accompagnino i lavoratori e le comunità.



