Roma si è svegliata con un senso di profonda costernazione dopo il brutale triplice omicidio avvenuto venerdì sera nel quartiere di Casalotti. Una famiglia bengalese è stata sterminata nella propria abitazione in via Montiglio, lasciando un solo superstite, il figlio maggiore. La polizia è attivamente impegnata nella caccia al killer, un connazionale delle vittime, mentre le indagini si concentrano su una possibile matrice passionale del delitto.
La strage di via Montiglio
Secondo le prime ricostruzioni, il presunto autore del delitto, un uomo originario del Bangladesh, avrebbe agito in più fasi, uccidendo inizialmente la madre e la figlia di 5 anni, per poi aggredire il padre e il figlio al loro rientro in casa. Il figlio maggiore, un 20enne, è stato soccorso all’ingresso dello stabile, gravemente ferito. L’allarme è stato dato dai vicini, che hanno riferito di aver sentito urla provenire dall’abitazione e di aver visto una persona fuggire.
Sul muro dell’abitazione è stata trovata l’impronta di una mano insanguinata mentre sulle scale ci sono le tracce della fuga disperata del figlio sopravvissuto. Il giovane è stato trasportato al vicino policlinico Gemelli, dove è in prognosi riservata. Le salme delle vittime sono state trasferite alla sezione di Medicina legale dell’università Cattolica del Sacro Cuore per le autopsie, che saranno effettuate la prossima settimana.
Le indagini e la caccia al killer
La procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio e lesioni, con il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini a coordinare le indagini. Nell’abitazione è stata sequestrata una mannaia l’arma presumibilmente utilizzata per compiere la strage. Gli investigatori stanno esaminando le immagini delle telecamere di videosorveglianza e i cellulari delle vittime per ricostruire le ultime ore di vita e accertare se avessero appuntamento con qualcuno.
Le ricerche del sospettato, identificato come Shahadat Hossain, sono state estese anche in campo internazionale, in particolare nel Regno Unito, dove l’uomo potrebbe aver avuto contatti. Non è escluso che Hossain possa essersi tolto la vita, per questo le forze dell’ordine lo stanno cercando anche nel fiume Tevere. La polizia ha diffuso la foto del ricercato sui canali social e ha indicato un numero telefonico per chi avesse informazioni utili.
Testimonianze e ricordi dei vicini
I vicini di casa delle vittime hanno espresso il loro sconcerto e dolore per quanto accaduto. “Kamal era una persona bellissima”, hanno scritto sui social, ricordando la disponibilità e la gentilezza della famiglia. “Conoscevo tutta la famiglia. Kamal è davvero un ragazzo perbene, onesto, lavorava al supermercato. Questa cosa terribile è una vergogna per il Bangladesh”, ha dichiarato una vicina.
Il cardinale Baldassare Reina, vicario del papa per la Diocesi di Roma, ha commentato la tragedia: “Con profondo dolore ho appreso la notizia del gravissimo fatto di sangue avvenuto nella nostra città. La Chiesa di Roma si stringe nella preghiera attorno alle vittime, affidandole alla misericordia del Padre, e manifesta la propria vicinanza al giovane ferito, ai familiari, agli amici, alla comunità bengalese e a quanti, nel quartiere e nella città, sono stati sconvolti da questa tragedia.”
La comunità di Casalotti è in stato di choc, con fiori e messaggi di solidarietà lasciati davanti alla palazzina dove è avvenuta la strage. La polizia continua a battere la città alla ricerca del killer, mentre le indagini procedono per fare luce su questo efferato delitto.



