Le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita entrano in una fase importante: il 29 giugno a Pavia è previsto il conferimento ufficiale dell’incarico al team tedesco coinvolto nell’accertamento sulle cause dei decessi. Nel frattempo, in provincia di Campobasso gli investigatori non hanno rallentato le attività sul territorio, tra audizioni e accertamenti tecnici.
Attività della Squadra Mobile e volume di verbali raccolti
La Squadra Mobile di Campobasso diretta da Marco Graziano ha proseguito le audizioni di familiari, parenti e conoscenti. L’attività di ascolto resta centrale: sul tavolo dell’ufficio investigativo sono arrivati ormai oltre 200 verbali, alcuni dei quali riguardano persone sentite più volte per chiarire elementi emersi successivamente. Questo materiale viene costantemente incrociato con le risultanze scientifiche e con i dati estratti dai dispositivi elettronici affidati allo Sco della Polizia di Stato.
Registri degli indagati e posizioni dei sanitari
Tra gli atti originari dell’inchiesta figurano le iscrizioni relative a cinque sanitari che svolsero prestazioni sulle vittime: si tratta dei tre medici del Pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso e di due professionisti della Guardia Medica. L’iscrizione nel registro degli indagati risale a circa sei mesi fa ma il quadro investigativo si è evoluto con la scoperta della presenza della ricina elemento che ha portato all’apertura di un nuovo fascicolo per omicidio volontario plurimo.
Coinvolgimento del Robert Koch Institut e sopralluogo a Pietracatella
Il conferimento dell’incarico al Robert Koch Institut di Berlino avverrà al Maugeri di Pavia il 29 giugno con la nomina formale degli esperti: Christian Herzog e Sylvia Worbs. Accanto a loro opererà il tossicologo forense Luca Morini dell’Università di Pavia, insieme a tecnici della Polizia Scientifica. L’obiettivo dichiarato è effettuare nuovi accertamenti nell’abitazione di via Risorgimento, Pietracatella ancora sotto sequestro giudiziario.
Obiettivi del nuovo sopralluogo
Durante il ritorno nell’immobile gli specialisti cercheranno tracce della tossina su superfici, materiali e alimenti sequestrati, allo scopo di ricostruirne la provenienza e le modalità di preparazione. L’operazione sarà svolta con il supporto della Polizia Scientifica e mira a integrare i dati già raccolti con esami di laboratorio specifici.
Scadenze tecniche: autopsie e passaggi decisivi a fine giugno
Un calendario giudiziario stringe l’indagine: il 30 giugno scade il termine per il deposito delle consulenze autoptiche redatte dal medico legale Benedetta Pia De Luca sui corpi delle due vittime. La Procura di Larino dovrebbe acquisire questo elaborato entro la fine di giugno salvo ulteriori richieste di proroga che, al momento, non risultano presentate.
Impatto della scoperta della ricina sulle ipotesi investigative
La rilevazione della ricina ha modificato significativamente le direttrici investigative: gli specialisti hanno più volte sottolineato come la sostanza sia particolarmente insidiosa e difficile da diagnosticare tempestivamente. Non esistono protocolli diagnostici rapidi né antidoti efficaci una volta che la tossina è stata assorbita dall’organismo; per questo motivo la valutazione della responsabilità professionale dei sanitari coinvolti appare oggi modificata rispetto alle ipotesi iniziali.
L’attività degli inquirenti prosegue quindi su più fronti: dalle audizioni e dall’analisi dei dispositivi elettronici alla collaborazione internazionale che sarà formalizzata a Pavia il 29 giugno. Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio sono attesi sviluppi concreti che potrebbero chiarire aspetti tecnici e probatori della vicenda, contribuendo a definire il prossimo capitolo dell’inchiesta sul giallo di Pietracatella.



