Il caso della magistrata Francesca Ercolini, trovata senza vita nella sua abitazione di Pesaro il giorno di Santo Stefano del 2026, ha visto recenti sviluppi che potrebbero ribaltare le precedenti conclusioni. Nuove indagini hanno portato alla luce dettagli cruciali che potrebbero indicare un’aggressione piuttosto che un suicidio.
Le lesioni sulle mani, le unghie rotte e un ematoma alla testa della vittima, rilevabili dalle foto scattate durante il sopralluogo in viale Zara, non erano state adeguatamente considerate nella prima autopsia. Questi segni, compresa un’unghiatura lungo il collo, sono ora al centro dell’attenzione degli investigatori.
Lesioni e difese: nuovi elementi emersi
La procuratrice dell’Aquila Roberta D’Avolio ha ipotizzato che queste lesioni potrebbero essere compatibili con una difesa da parte di Francesca Ercolini durante un’aggressione. I segni rilevati sono considerati fondamentali per distinguere tra una morte per impiccamento, e quindi un suicidio, e un’aggressione conclusasi con uno strangolamento.
La Procura ha richiesto un approfondimento nella seconda autopsia, sottolineando che i segni non erano stati valorizzati nella prima indagine, che non aveva seguito le linee guida internazionali per i casi di morte da impiccamento. Il medico legale che ha eseguito il primo esame è ora iscritto nel registro degli indagati.
Il foulard Gucci e le analisi del RIS
Un elemento chiave dell’inchiesta è il foulard realizzato da Gucci, una copia esatta di quello trovato in casa della vittima. Secondo la prima ricostruzione, Francesca si sarebbe appesa a una ringhiera della scala interna utilizzando questo foulard. I consulenti della difesa consegneranno il foulard agli esperti del RIS per ulteriori analisi.
Mariano Cingolani, perito incaricato dal marito della magistrata, oggi indagato per omicidio, ha sempre sostenuto la compatibilità tra il foulard e i segni sul collo della vittima. Tuttavia, nella sua relazione di 402 pagine, Fineschi sostiene che la riga rossa sul collo della donna presenta caratteristiche provocate da un mezzo duro e non dalla stoffa del foulard.
Il confronto tra le parti e il nuovo sopralluogo
La procura ha chiesto di approfondire questo particolare durante l’incidente probatorio che si terrà a Roma in via Tor Di Quinto. Al foulard sequestrato è ancora annodata una ciocca di capelli di Francesca, che potrebbe fornire ulteriori informazioni sulla dinamica dell’evento. Manca però un pezzo del foulard, tagliato per liberare il corpo della vittima, un’azione raccontata dal marito che avrebbe utilizzato delle forbici per questo scopo.
Un nuovo sopralluogo è previsto nei prossimi giorni per chiarire ulteriormente i dettagli di questo caso complesso e delicato.



