La morte della giudice Francesca Ercolini, inizialmente considerata un suicidio, continua a sollevare interrogativi. Oggi, i carabinieri del Ris di Roma hanno effettuato un nuovo sopralluogo nella villetta di viale Zara a Pesaro, dove la magistrata è stata trovata senza vita il 26. Questo secondo sopralluogo, iniziato alle 9 e terminato intorno alle 13, fa parte di un incidente probatorio disposto dalla Procura dell’Aquila, che indaga per omicidio.
Nuovi rilievi e oggetti prelevati
Gli specialisti del Ris hanno eseguito nuovi rilievi e una ulteriore ricostruzione della scena del decesso. Al termine delle operazioni, gli inquirenti hanno portato via dall’abitazione alcuni oggetti, tra cui un contenitore di forma circolare e quattro semi dischi metallici grigi compatibili tra loro, con impugnature e fessure. Questi oggetti potrebbero fornire nuove informazioni cruciali per l’indagine.
Indagati e prossime udienze
Nel fascicolo risultano indagati il marito della magistrata, l’avvocato pesarese Lorenzo Ruggeri, e un ex poliziotto in pensione, amico della famiglia. Le parti si ritroveranno davanti al gip dell’Aquila Marco Billi: la prossima udienza è fissata per il 22 settembre. La madre della giudice, Carmela Fusco, ha sempre sostenuto che sua figlia non voleva suicidarsi e ha invitato chi sa qualcosa a parlare.
Nuove scoperte e ipotesi investigative
Gli inquirenti stanno esaminando nuovi elementi emersi dagli ultimi accertamenti e dalla seconda autopsia. Tra questi, lesioni alle mani, unghie rotte, un ematoma alla testa e un segno di unghiatura sul collo. Questi dettagli potrebbero indicare che la magistrata ha tentato di difendersi da un’aggressione. Inoltre, i carabinieri del Ris stanno utilizzando un nuovo foulard identico a quello ritrovato in casa per verificare la dinamica della caduta e la presenza di terze persone.
La timeline degli eventi è un altro elemento cruciale dell’indagine. La morte della giudice è stata stimata tra le 9 e le 11.30 del 26 dicembre, ma la mancata rilevazione della temperatura del cadavere e della temperatura ambientale ha complicato la determinazione dell’ora esatta del decesso. Questo ha reso difficile applicare i metodi fondati sull’algor mortis, che indicano il progressivo raffreddamento del corpo umano dopo il decesso.
La lettera-supplica trovata tra gli effetti personali della giudice ercolini aggiunge un ulteriore strato di complessità al caso. Questo documento, insieme alle dichiarazioni della madre, suggerisce che la magistrata stava passando un momento delicato e aveva progetti per il futuro, contraddicendo l’ipotesi del suicidio.



