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Legge di Stabilità in Molise: le riserve del M5S sulla gestione della sanità

Il consigliere regionale Angelo Primiani denuncia una legge di stabilità arrivata in ritardo e senza risposte strutturali per la sanità, illustrando proposte poi respinte e un unico emendamento approvato per i trapiantati

Legge di Stabilità in Molise: le riserve del M5S sulla gestione della sanità

La seduta di bilancio che si è prolungata per settimane ha rinnovato la polemica in Aula: il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Angelo Primiani, ha preso posizione contro una procedura che a suo avviso ha mortificato il confronto politico. Nel suo intervento si è parlato di una Legge di Stabilità approvata in ritardo, vincolata da un maxi-emendamento e incapace di affrontare i nodi strutturali della finanza regionale. Primiani ha sostenuto che questo approccio non solo ha limitato il dibattito, ma ha anche evitato di proporre misure concrete per il settore sanitario, lasciando inevase proposte finalizzate a un risanamento reale.

Metodo e ostacoli al confronto

Secondo Primiani il problema non è solo il contenuto, ma soprattutto il metodo: l’uso di un maxi-emendamento ha reso difficile un voto libero e ha compresso il confronto parlamentare. Il consigliere ha segnalato come questa pratica abbia favorito la conservazione di schemi amministrativi inefficaci piuttosto che l’introduzione di riforme incisive. Inoltre ha definito la mancanza di interventi sui meccanismi di bilancio come un segnale politico chiaro: la volontà di non cambiare. In questo contesto il rischio è che il Molise resti bloccato in una gestione incapace di reagire alle necessità di cittadini e imprese, perdendo opportunità di sviluppo.

Criticità non affrontate

Nel lungo elenco di temi rimasti fuori dal testo approvato sono stati evidenziati il disavanzo sanitario, la gestione delle risorse, la trasparenza dei flussi finanziari e il controllo della spesa. Primiani ha inoltre richiamato l’attenzione su questioni territoriali quali il dissesto idrogeologico, l’ambiente e la cultura, tutte aree che a suo avviso avrebbero dovuto trovare spazio nei collegati alla finanziaria. Le proposte del M5S, descritti come puntuali e supportate da cifre e simulazioni, non hanno ottenuto accoglimento: è stata dunque bocciata ogni iniziativa che puntasse a ricostruire il bilancio in modo sostenibile e trasparente.

Proposte concrete respinte

Tra le misure avanzate da Primiani vi era la revisione della mobilità sanitaria extraregionale, con la proposta di rivedere i budget e di legare parte delle risorse agli effettivi incassi per contenere i costi. Un altro punto chiave riguardava la necessità di chiarire i trasferimenti dalla Gestione sanitaria accentrata verso Asrem, perché i ritardi nei flussi starebbero generando costi evitabili: secondo la ricostruzione del consigliere si tratta di circa 1,8 milioni di euro all’anno di interessi passivi, somme che dovrebbero essere impiegate nei servizi sanitari anziché essere sottratte dalle casse regionali.

Allarme sulle strutture di controllo

Primiani ha poi denunciato la paralisi del Nucleo operativo di controllo, fermo dal 2026, proprio nel periodo in cui le note di credito sono cresciute fino a una stima di 47 milioni di euro per il 2026. Questo dato è stato presentato come elemento sintomatico della mancanza di vigilanza e dell’inefficienza dei meccanismi amministrativi. Sul piano istituzionale il consigliere ha proposto inoltre di portare il tema del commissariamento sanitario davanti alla Corte costituzionale, denunciando che dopo 17 anni non si è raggiunto il risanamento promesso ma si è assistito a una compressione del diritto alla salute dei cittadini molisani.

Un piccolo risultato e le conseguenze future

Nonostante il rifiuto generalizzato delle proposte, è stato registrato un unico esito positivo: l’approvazione di un emendamento che aumenta di 100.000 euro i fondi destinati ai pazienti trapiantati e affetti da malattie rare. Primiani ha definito l’intervento giusto ma insufficiente, poiché isolato rispetto a un quadro normativo che continua a ignorare le criticità di fondo. Senza un cambio di metodo e senza interventi sugli strumenti che ostacolano la gestione del bilancio, il rischio è che il Molise resti intrappolato in una sorta di sabbie mobili contabili, con ricadute negative sui servizi essenziali e sulla capacità di attrarre investimenti.

Chiamata all’azione

Nel concludere la sua nota, Primiani ha lanciato un appello per una svolta amministrativa: serve coraggio politico per affrontare i meccanismi che bloccano il bilancio e per mettere in atto riforme che consentano di uscire dal piano di rientro in tempi ragionevoli. Ha ribadito la necessità di trasparenza nei flussi finanziari, il ripristino degli organi di controllo e l’adozione di criteri che colleghino spesa e risultati. Se queste condizioni non saranno perseguite, il consigliere avverte che le conseguenze per i cittadini e le imprese del Molise rischiano di aggravarsi.

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