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Termoli: sentenza definitiva obbliga il Comune a rimborsare De Francesco Costruzioni

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del Comune di Termoli e ha riconosciuto a De Francesco Costruzioni indennizzi per 2015-2026 e risarcimenti per 2026-2026, avviando la fase esecutiva per la quantificazione delle somme.

Termoli: sentenza definitiva obbliga il Comune a rimborsare De Francesco Costruzioni

La vicenda del project financing che avrebbe dovuto trasformare il centro di Termoli si è chiusa davanti alla massima giurisdizione amministrativa: con la sentenza n. 304 del 26 marzo 2026 il Consiglio di Stato, Sezione Quinta, ha rigettato l’appello del Comune di Termoli e ha confermato le decisioni del TAR Molise. Il pronunciamento stabilisce che la società De Francesco Costruzioni S.r.l. ha diritto a riconoscimenti economici per due distinti periodi temporali e che l’amministrazione comunale dovrà farsi carico delle spese di lite.

Il punto centrale della decisione riguarda sia l’indennizzo previsto in caso di revoca sia il risarcimento per responsabilità precontrattuale: il Consiglio ha confermato che vanno riconosciuti, rispettivamente, i costi sostenuti tra 2015 e 2026 e il danno emergente relativo al periodo 2026-2026, con interessi e rivalutazione. La sentenza respinge tutti e sette i motivi sollevati dal Comune e impone un iter esecutivo per la quantificazione delle somme.

Le ragioni giuridiche della sentenza

Nel motivare la decisione il collegio ha richiamato il comportamento dell’amministrazione municipale, definito come «oscillante e inconcludente» in diversi passaggi tra aprile 2026 e luglio 2026. Secondo il Consiglio di Stato, le interlocuzioni protratte e l’assenza di una posizione definitiva avevano indotto la società a ritenere ancora possibile una conclusione favorevole, integrando così la fattispecie della culpa in contrahendo ai sensi dell’art. 1337 del Codice Civile. Tale valutazione ha reso legittima la richiesta di ristoro per il danno derivante dalle perdite effettivamente subite.

Applicazione dell’articolo 21-quinquies

Un passaggio di notevole portata riguarda l’interpretazione dell’art. 21-quinquies della legge n. 241/1990. Il Consiglio ha ritenuto che la norma si applichi anche al promotore aggiudicatario, analogamente a quanto previsto per i promotori non aggiudicatari dall’art. 183 del D.Lgs. 50/2016. Escludere il rimborso in ragione dell’aggiudicazione avrebbe creato, nelle parole del collegio, una ingiustificata disparità di trattamento tra operatori economici coinvolti nella stessa procedura.

La cronologia degli atti e le conseguenze pratiche

Il Consiglio ha richiamato gli atti del Comune, in particolare la nuova gara bandita il 5 giugno 2026 per la riqualificazione di Pozzo Dolce e Piazza Sant’Antonio e la revoca dell’interesse pubblico del 9 luglio 2026, seguita dalla revoca dell’aggiudicazione l’8 agosto 2026. Questi passaggi segnano la svolta politica e amministrativa del progetto, ma non abbassano la responsabilità per il periodo in cui la società è rimasta in attesa di decisioni chiare. La sentenza mantiene netto il confine tra la legittimità della revoca e l’obbligo di ristoro per i costi sostenuti.

Fase esecutiva e quantificazione

Adesso inizia la fase pratico-contabile: il Comune dovrà avviare il procedimento per la quantificazione concordata delle somme dovute, basandosi sulle fatture e sulla documentazione già depositata da De Francesco Costruzioni nel corso del giudizio. Le somme erano previste per il pagamento entro i successivi 90 giorni secondo il TAR Molise, ora maggiorate da ulteriori interessi. Il processo di quantificazione richiederà l’analisi di incarichi professionali, costi tecnici e consulenze maturati in oltre un decennio di attività progettuali.

Implicazioni politiche e reazioni

Dal punto di vista politico-amministrativo, la sentenza rappresenta un avvertimento sulla gestione delle procedure pubbliche: l’ente locale può decidere di interrompere un progetto, ma non può lasciare un potenziale partner in un prolungato stato di incertezza senza conseguenze economiche. De Francesco Costruzioni ha sottolineato che la decisione mette fine a una vicenda durata dieci anni e ha affermato che chi investe e sostiene costi in buona fede merita risposte certe e tempestive, anziché lunghe interlocuzioni senza esito.

La conclusione amministrativa non elimina la possibilità di ulteriori sviluppi tecnici o contabili nella fase esecutiva, ma stabilisce con chiarezza i principi di responsabilità e di parità di trattamento applicabili a operazioni di project financing. Per la città di Termoli resta il paradosso di un’opera mai realizzata che continua a generare effetti economici e politici: ora toccherà alle parti trasformare la sentenza in atti concreti per chiudere definitivamente il capitolo.

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