Negli ultimi giorni, gli abitanti di Campobasso hanno ricevuto numerose telefonate che sembravano provenire dal centralino ufficiale della Questura, 0874/4061. Dall’altro capo del filo, tuttavia, si celano individui che si spacciano per agenti della Polizia di Stato, chiedendo di recarsi immediatamente negli uffici di via Tiberio per ricevere “notifiche urgenti” o per una presunta convocazione della Squadra Mobile. La situazione ha suscitato preoccupazione perché il numero visualizzato è identico a quello delle autorità, rendendo difficile distinguere una vera comunicazione da una trappola.
Le segnalazioni raccolte indicano che, oltre alla pressione a presentarsi in sede, in alcuni casi gli interlocutori hanno richiesto il pagamento immediato di una somma di denaro, motivando la richiesta con un presunto incidente stradale che avrebbe coinvolto l’auto del cittadino. Questo metodo, seppur semplice, è efficace: la combinazione di urgenza e di una presunta autorità crea il fertile terreno per una truffa telefonica ben orchestrata.
Falsi avvisi di convocazione con il numero ufficiale
Il numero 0874/4061 è quello reale del centralino della Questura di Campobasso, situata in via Tiberio. Quando appare sul display di uno smartphone, l’utente tende a dare credito al messaggio, specialmente se il chiamante si presenta come un agente in servizio. In questa ondata di truffe, i falsi operatori hanno dichiarato di dover notificare “atti urgenti” o di aver inserito il cittadino in una lista di convocazione della Squadra Mobile, sollecitando la presenza fisica entro poche ore. Nessuna autorità locale ha confermato la validità di tali richieste, ma la pressione psicologica è stata sufficiente a spingere diversi abitanti a considerare seriamente l’opportunità di recarsi al posto di lavoro.
Le forze dell’ordine hanno ribadito che la Polizia di Stato non richiede mai la presenza in sede a seguito di una telefonata non verificata, né tanto meno ha l’abitudine di inviare comunicazioni di questo tipo tramite chiamata. Il loro consiglio è chiaro: prima di spostarsi, contattare direttamente la Questura al numero indicato o, in caso di dubbio, chiamare il 112 per ottenere conferma. Questa procedura di verifica può evitare che la persona si trovi in una situazione di vulnerabilità, potenzialmente sfruttata dai ladri.
Richieste di denaro collegate a falsi incidenti stradali
Un’altra variante della truffa consiste nel far credere alla vittima che il proprio veicolo sia stato coinvolto in un incidente, spesso descritto come “grave” o “con danni ingenti”. Il chiamante, spacciandosi per un agente, richiede il pagamento immediato di una somma per coprire le presunte spese di soccorso o di riparazione. Tale richiesta è accompagnata da una narrazione dettagliata, talvolta arricchita da falsi numeri di verbale o da riferimenti a compagnie assicurative, con l’obiettivo di conferire legittimità al racconto.
Questo tipo di estorsione si avvale della stessa tecnica di spoofing telefonico, perché il numero mostrato è quello della Questura, il che rende più probabile che la vittima accetti la storia senza ulteriori verifiche. La Polizia di Stato ha già smentito categoricamente che i propri agenti chiedano pagamenti per telefono, invitando chi riceve tali richieste a denunciare immediatamente l’accaduto alle autorità competenti.
Come riconoscere e difendersi dallo spoofing telefonico
Meccanismo di falsificazione del numero
Lo spoofing telefonico è una pratica che sfrutta software o servizi online per far apparire sul display del destinatario un numero diverso da quello reale di chi chiama. In pratica, il truffatore “maschera” la propria linea con il prefisso 0874/4061, creando l’illusione di una comunicazione istituzionale. Questo metodo è particolarmente pericoloso perché non richiede alcuna apparecchiatura complessa, e può essere eseguito da chiunque disponga di una connessione internet.
Strategie di prevenzione consigliate
Per proteggersi, è fondamentale adottare un approccio critico: verificare sempre l’autenticità della chiamata contattando direttamente la sede indicata, ad esempio componendo il numero della Questura di Campobasso da una rubrica telefonica o dal sito ufficiale. In caso di dubbi, è possibile chiamare il 112 (numero unico di emergenza) e chiedere una verifica. Inoltre, è consigliabile non fornire dati personali né effettuare pagamenti su richiesta di un interlocutore che si presenta come “poliziotto”, soprattutto se la conversazione avviene in modo frettoloso e senza la possibilità di confermare l’identità dell’operatore.
Infine, segnalare l’incidente al più presto alle forze dell’ordine consente di avviare indagini più rapide e di mettere in guardia altri cittadini. La collaborazione tra popolazione e autorità è il modo migliore per scongiurare nuove truffe e per rendere i “falsi poliziotti” inefficaci.



