Nella Regione Molise si è consolidata una tappa importante della riforma dell’assistenza territoriale: è stato firmato un Accordo Integrativo Regionale che recepisce l’ultimo Accordo Collettivo Nazionale della Medicina Generale del 26 giugno 2026 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 giugno 2026. L’intesa è stata sottoscritta dai commissari della sanità regionale, Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo dalla Dottoressa Gallo per la Direzione Generale della Salute dall’Asrem e dalle sigle sindacali dei medici FIMMG e FMT.
L’obiettivo dichiarato è tradurre in pratica la Missione 6 Componente 1 del PNRR in particolare tramite il coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale nelle Case della Comunità negli Ospedali di Comunità e nei servizi di continuità assistenziale. L’accordo segue una programmazione regionale avviata nel 2026 e si inserisce in un percorso già caratterizzato da oltre dieci provvedimenti commissariali.
Orari di servizio e organizzazione degli ambulatori nelle Case della Comunità
Secondo l’intesa regionale, gli ambulatori dei Medici di Medicina Generale presenti nelle Case della Comunità saranno operativi nei giorni feriali con apertura dalle 8 alle 20. Durante le ore notturne la copertura sarà assicurata dal servizio di Continuità Assistenziale mentre le 24 ore dei giorni prefestivi e festivi saranno garantite da una combinazione di servizio diurna e di continuità. Questa organizzazione mira a perseguire una copertura medica continuativa e a favorire l’integrazione tra servizi territoriali e figure dei medici di base.
Presenza medica negli Ospedali di Comunità
Per gli Ospedali di Comunità la Regione Molise ha previsto un modello con presidio medico più strutturato rispetto allo standard nazionale indicato dal DM 77/2026. L’accordo prevede l’estensione della presenza dei Medici di Medicina Generale oltre il minimo previsto, con l’obiettivo di garantire una copertura continuativa h24, integrata con l’attività infermieristica e la disponibilità del servizio di Continuità Assistenziale nelle ore notturne e nei giorni festivi.
Misure per le aree interne e la riorganizzazione delle AFT
Un punto centrale dell’accordo riguarda il supporto ai medici che operano nei territori meno densamente popolati della regione. Per i professionisti dei comuni distanti dalle Case della Comunità è prevista la possibilità di convertire parte del debito orario in un ampliamento dell’apertura dello studio professionale, misura pensata per evitare lo spopolamento dell’offerta sanitaria nei centri più piccoli del Molise.
Nel contempo, le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) della Medicina Generale stanno avviando la propria attività, andando a costituire nodi organizzativi locali che dialogano con le Case della Comunità e con le altre strutture previste dal piano regionale. La Struttura Commissariale ha puntato con decisione sulle nuove reti organizzate dei medici, promuovendone responsabilità anche nelle attività previste dal DM 77/2026.
Unità di Continuità Assistenziale e centrale operativa collegata al 116117
L’intesa conferma la costituzione di tre Unità di Continuità Assistenziale una per ciascun Distretto Sanitario regionale. Inoltre prende forma la Centrale Operativa di Continuità dell’Assistenza Primaria un presidio medico destinato a supportare il numero europeo 116117 per le cure non urgenti. Questa centrale sarà incaricata di fornire consulenza medica telefonicatelevisite e di attivare visite e interventi domiciliari, con una risposta organizzata h24 per 7 giorni su 7.
L’avvio di queste strutture e servizi rappresenta una componente pratica dell’accordo, pensata per assicurare una presa in carico più tempestiva e coordinata dei bisogni sanitari non urgenti, alleggerendo al contempo la pressione sui servizi ospedalieri di emergenza.
La firma dell’Accordo Integrativo Regionale è descritta come un ulteriore passo nel processo di riforma dell’assistenza territoriale in Molise, frutto del confronto tra Struttura Commissariale, Direzione Generale della Salute e rappresentanze sindacali dei medici. L’intesa integra aspetti contrattuali e organizzativi già definiti a livello regionale, favorendo una transizione rapida verso i nuovi modelli previsti dalla Missione 6 del PNRR.



