3 Ottobre 2026 🌤 23°

Roberto Gravina critica la strumentalizzazione politica della gestione Covid

Roberto Gravina difende l'operato di Conte e Arcuri durante la pandemia, criticando la campagna denigratoria di Fratelli d’Italia

Roberto Gravina critica la strumentalizzazione politica della gestione Covid

Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina, ha sollevato una dura critica contro la strumentalizzazione politica della gestione dell’emergenza Covid. In una nota stampa, Gravina ha denunciato una campagna subdola mirata a screditare l’operato dell’allora commissario all’emergenza, Domenico Arcuri, e del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Gravina ha sottolineato che la Giustizia si è già pronunciata, non riscontrando nulla di rilevante contro Conte e Arcuri. Nonostante ciò, il partito Fratelli d’Italia continua a promuovere una narrazione denigratoria, dimenticando l’impatto che la pandemia ha avuto sull’intera nazione. L’Italia, infatti, è stata uno dei primi Paesi europei a fronteggiare l’emergenza, diventando un modello per altri Stati.

Le sfide della gestione dell’emergenza

Gravina ha ripercorso le difficoltà affrontate durante quei mesi, evidenziando come la pandemia abbia portato paura e insicurezza sia per i cittadini che per chi doveva prendersene cura. Le scelte operate dal governo sono state inedite e sofferte come il limite alla libertà di circolazione e le sanzioni per chi alterava un equilibrio già precario, soprattutto a livello emotivo.

La pandemia ha anche messo in luce le fragilità del sistema sanitario totalmente impreparato a gestire una crisi di tale portata. Molti lavoratori si sono trovati senza tutele, scoperti dai sistemi istituzionali e ignoti per la previdenza sociale. Inoltre, i decisori politici sono stati avvicinati da individui in cerca di affari, soprattutto per reperire mascherine e gel disinfettanti.

L’esperienza personale di Gravina

Gravina ha condiviso la sua esperienza personale come sindaco di un comune capoluogo, seppur piccolo per demografia. Anche lui è stato contattato per fare da tramite con il governo per piazzare prodotti diventati improvvisamente preziosi durante l’emergenza. Nonostante le difficoltà, il senso di responsabilità era altissimo, e i controlli e la prudenza erano massimi, scrupolosi e senza sconti.

La difesa dell’operato di Conte e Arcuri

Gravina ha difeso le scelte operate durante la pandemia, riconoscendo che ci sono stati errori ma anche tanta buona fede. Ha criticato la propaganda politica che cerca di alimentare un’insana nostalgia della paura di quei giorni, sottolineando che chi ha vissuto quei mesi da dentro conosceva l’ansia di sbagliare e la responsabilità di dover scegliere comunque.

Capire quella storia richiede onestà non assoluzioni preventive, ma nemmeno condanne postume che sanno solo di un regolamento di conti politico. Gravina ha concluso criticando le audizioni in Commissione parlamentare Covid definite da alcuni un Tribunale speciale piuttosto che un giudice naturale, già pronunciatosi.

Con l’audizione di Arcuri e poi di Conte, cadono anni di propaganda spiccia utile solo ai tifosi per denigrare, ma lontana anni luce dal diffondere la verità.

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