Negli ultimi tempi la percezione della sicurezza in centro a Campobasso è cambiata: quello che molti descrivono come un luogo prima tranquillo è ora al centro di conversazioni accese, soprattutto dopo il servizio di Fuori dal Coro trasmesso su Rete 4 il 24 maggio. Le testimonianze raccolte hanno messo in luce episodi che hanno scosso residenti e commercianti, alimentando una crescente richiesta di interventi mirati. Tra le questioni più ricorrenti emergono risse, molestie e lo spaccio di sostanze, fenomeni che vengono spesso ricondotti alla presenza in città di gruppi di giovani ospiti di strutture di accoglienza.
I racconti rilanciati dal servizio televisivo includono prese di posizione personali di famiglie e operatori locali, che parlano di paura nel camminare la sera e di una percezione di abbandono. Non mancano riferimenti a minori ospitati in strutture dedicate, indicati come minori non accompagnati, e al ruolo delle forze investigative: l’ultima operazione della Squadra Mobile ha portato all’arresto di quattro nordafricani, di cui tre risultano irregolari, circostanza che ha contribuito ad aumentare la preoccupazione pubblica.
Le vicende denunciate dai residenti
Le segnalazioni raccolte parlano di aggressioni ai danni di studentesse all’uscita da scuola, di un tentato accoltellamento nei confronti di un giovane addetto alla sicurezza e di casi di molestie che hanno costretto vittime a fuggire. In molte interviste i cittadini attribuiscono parte del fenomeno alla presenza di persone che non avrebbero rapporti significativi con la comunità locale, evocando il concetto di scarsa integrazione. Accanto a questi episodi ci sono testimonianze su dispute per il controllo delle piazze e su un commercio illecito al dettaglio che viene percepito come sempre più visibile e impattante sulla vita quotidiana.
Indagini e primi riscontri
Le attività investigative, menzionate nel servizio, hanno già prodotto risultati: l’arresto operato dalla Squadra Mobile è un segnale della risposta delle autorità, ma per molti non è sufficiente. Le operazioni sullo spaccio hanno evidenziato una rete di contatti e movimenti che spesso si sovrappone a zone sensibili della città, come le aree intorno al Terminal Bus. L’equilibrio tra interventi repressivi e misure preventive resta al centro del dibattito, con la necessità di verificare anche la gestione interna delle strutture ricettive dove sono ospitati alcuni soggetti coinvolti.
La reazione politica della Lega Giovani Molise
Alla luce delle segnalazioni si sono fatti avanti esponenti della Lega Giovani Molise, in primis il coordinatore Francesco Nasella e il vice coordinatore Vito Mattia Accinni, che hanno espresso solidarietà verso le persone colpite e chiesto un cambio di passo delle istituzioni. I rappresentanti politici hanno descritto la situazione come una criticità non più sopportabile e hanno rivolto appelli al Prefetto, al Questore e al Sindaco affinché convocassero un tavolo straordinario. Nelle loro dichiarazioni è ricorrente la richiesta di misure che uniscano controllo e sanzione per chi si rende responsabile di reati.
Le proposte avanzate
Tra le proposte presentate dalla Lega Giovani figurano tre interventi prioritari: l’introduzione di un coprifuoco per gli ospiti dei centri d’accoglienza con registrazione rigorosa delle entrate e uscite; la possibilità di revocare tempestivamente benefici e disporre l’espulsione per chi viola le regole interne o commette reati (revoca dei benefici); e l’aumento del presidio delle Forze dell’Ordine nelle aree sensibili, accompagnato dall’applicazione efficace di misure come il DASPO urbano. Queste richieste puntano a una risposta rapida per ripristinare il senso di sicurezza nella popolazione.
Radici del fenomeno e prospettive
Dietro i segnali di degrado ci sono cause sociali profonde: la mancanza di opportunità lavorative, politiche di inserimento frammentarie e servizi di accompagnamento insufficienti contribuiscono a creare marginalità e, in alcuni casi, gruppetti dediti ad attività illecite. In contesti più piccoli della regione, invece, è stato più facile avviare percorsi di integrazione che hanno prodotto risultati positivi, dimostrando come la risposta efficace richieda sia controllo sia progetti socio-educativi. Ai fini della prevenzione, quindi, è necessaria una strategia mista che combini sicurezza, monitoraggio delle strutture e interventi di inclusione.
In conclusione, il confronto avviato dopo il servizio del 24 maggio mette in evidenza la necessità di soluzioni plurali: da un lato misure operative per garantire l’ordine pubblico; dall’altro investimenti in politiche di integrazione e percorsi occupazionali. La Lega Giovani Molise annuncia che continuerà a seguire la vicenda e a sollecitare le autorità affinché Campobasso torni ad essere un luogo percepito come sicuro da famiglie, lavoratori e studenti, nel rispetto delle regole e dei diritti di tutti.



