Nel 2024, la retribuzione media lorda di un lavoratore dipendente in Molise ha raggiunto i 18.804 euro distribuiti su 234 giornate lavorative con un guadagno medio giornaliero di 80,35 euro. Questi dati, elaborati dalla Cgia di Mestre su informazioni fornite dall’Inps offrono un quadro dettagliato della situazione retributiva nella regione.
Il Molise si posiziona al 15° posto nella graduatoria nazionale, preceduto da regioni come Basilicata, Abruzzo, Valle d’Aosta e Marche. All’estremo opposto, la Lombardia guida la classifica con una retribuzione media annua di 30.384 euro e 259 giornate lavorate mentre la Calabria chiude la graduatoria con 15.880 euro e 219,5 giornate lavorate.
Il divario retributivo tra Nord e Sud
Il confronto tra le regioni del Nord e del Sud Italia evidenzia un divario retributivo significativo. La Lombardia, con i suoi 30.384 euro annui, supera il Molise di 11.580 euro pari a oltre il 38% in meno. Questo divario riflette le differenze economiche e produttive tra le diverse aree del Paese.
La situazione è ancora più critica se si considera che il Molise precede solo Sardegna, Campania, Puglia, Sicilia e Calabria nella classifica nazionale. La media italiana delle retribuzioni lorde annue è di 24.486 euro un valore che il Molise non raggiunge, posizionandosi al di sotto di questa soglia.
Differenze retributive tra Campobasso e Isernia
All’interno del Molise, emergono differenze significative tra le due province. Campobasso registra una retribuzione media annua di 19.086 euro distribuiti su 233 giornate lavorate. Isernia invece, si attesta a 18.065 euro con un numero leggermente superiore di giornate lavorate, pari a 236,7.
Questa differenza retributiva tra le due province è di 1.021 euro lordi all’anno a favore di Campobasso. Nonostante il numero maggiore di giornate lavorate, Isernia non riesce a raggiungere i livelli retributivi della provincia confinante. Questi dati contribuiscono a definire la media regionale di 18.804 euro per il Molise nel 2024.
Le regioni con le retribuzioni più alte e più basse
Oltre alla Lombardia, altre regioni del Nord Italia si posizionano ai vertici della classifica. Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Lazio superano la media nazionale, confermando la leadership del Nord nel panorama retributivo italiano.
All’estremo opposto, oltre alla Calabria, anche Puglia, Sardegna, Campania, Sicilia si trovano nella parte bassa della graduatoria. Questi dati riflettono le disparità economiche e le diversità produttive tra le diverse aree del Paese, evidenziando la necessità di politiche mirate per ridurre il divario retributivo.
Il divario tra Nord e Sud rimane una criticità strutturale, con il Molise che si posiziona nella parte bassa della classifica nazionale. Le differenze tra le province di Campobasso e Isernia riflettono le sfide locali nel creare occupazione stabile e sufficientemente retribuita.



