Il Ministero della Cultura ha concluso la selezione per la fase finale della Capitale Italiana del Libro 2026, lasciando fuori la candidatura congiunta di Termoli e Macchiagodena. Nonostante l’impegno profuso e le iniziative realizzate sul territorio molisano, le due realtà non compariranno tra le sette città che si presenteranno a Roma per l’udienza finale.
La decisione, resa nota poco prima delle udienze previste per il 29 e 30 settembre, ha suscitato reazioni di delusione ma anche di gratitudine da parte dei rappresentanti locali, che hanno sottolineato il valore del percorso intrapreso e la volontà di riproporre la candidatura nell’edizione 2027.
Le città ammesse alla fase finale del concorso 2026
Il bando ha accolto in finale le seguenti località: Chiaromonte, Iglesias, Monreale, Nuoro, Pomigliano d’Arco, Teramo e Treviso. Queste sette verranno udite a Roma nei giorni 29 e 30 settembre, dove presenteranno nuovamente i rispettivi dossier per confermare la scelta del vincitore.
Il premio in palio prevede un finanziamento di 500mila euro destinato a sostenere eventi culturali, l’acquisto di libri e interventi strutturali volti a promuovere la lettura sul territorio della città vincitrice.
Il progetto di Termoli e Macchiagodena: tema e attività
La proposta di Termoli era stata costruita insieme al Comune di Macchiagodena intorno a un dossier ispirato al concetto di filo invisibile che collega il blu dell’Adriatico al cuore della montagna. Il progetto ha previsto la realizzazione di un video illustrativo e una serie di iniziative volte a sensibilizzare la popolazione sulla lettura, facendo dialogare due realtà apparentemente diverse ma unite dal medesimo obiettivo culturale.
Le attività hanno coinvolto scuole, biblioteche e associazioni del territorio, creando momenti di incontro e lettura pubblica sia lungo la costa che negli interni montani, con l’intento di rafforzare il legame tra città e territorio.
Motivi della non selezione e reazioni istituzionali
Il sindaco di Termoli Nicola Balice, e il vicesindaco assessore a Cultura e Turismo, Michele Barile, hanno ringraziato Macchiagodena per la collaborazione e tutti coloro che hanno contribuito al progetto. “Grazie a chi ha lavorato con passione alla stesura del dossier e a chi ha creduto in questa iniziativa,” ha dichiarato Barile, coordinatore del lavoro.
Pur riconoscendo che l’obiettivo non è stato raggiunto, i rappresentanti hanno evidenziato come l’esperienza abbia rappresentato un “valido esercizio di collaborazione” e abbia costruito solide basi per una nuova candidatura nel prossimo bando previsto per il 2027.
Prospettive per la candidatura 2027
Con lo sguardo rivolto al futuro, le amministrazioni di Termoli e Macchiagodena hanno già iniziato a valutare le lezioni apprese. L’intenzione è di potenziare ulteriormente il tema del filo invisibile arricchendo il dossier con nuovi progetti di lettura intergenerazionale e ampliando la rete di partnership con enti culturali regionali.
Il prossimo bando, previsto per il 2027, offrirà nuovamente l’opportunità di competere per il prestigioso titolo di “Capitale Italiana del Libro”. Gli amministratori locali confidano che l’esperienza accumulata e il sostegno della comunità possano trasformare la delusione attuale in un trampolino di lancio per una candidatura più forte e convincente.



