Nel 2019 la Squadra Mobile è intervenuta in seguito a una denuncia presentata dai genitori di alcuni alunni di una scuola dell’infanzia di Venafro. Le accuse riguardavano presunti maltrattamenti perpetrati da due maestre, un caso che ha suscitato forte clamore nella comunità locale e ha portato a una lunga inchiesta giudiziaria.
Il processo si è concluso con una sentenza che ha sorpreso per la sua severità: le due insegnanti sono state condannate a due anni e quattro mesi di reclusione. Si tratta di una pena più elevata rispetto a quella richiesta dalla pubblica accusa, che aveva proposto un massimo di un anno e quattro mesi. Il giudice ha motivato la decisione in base alla gravità degli abusi e alla vulnerabilità delle vittime.
Dettagli della condanna e risarcimento civile
Oltre alla privazione della libertà, il tribunale ha disposto un indennizzo a favore delle parti civili, da quantificare in una sede successiva. La decisione di aggiungere un risarcimento evidenzia l’intento di garantire un qualche livello di giustizia economica per le famiglie coinvolte, riconoscendo il danno emotivo e psicologico subito dai bambini.
Le indagini della Squadra Mobile
L’attività investigativa è stata particolarmente approfondita. Gli inquirenti hanno raccolto testimonianze dirette dai genitori, ma hanno anche fatto affidamento su materiale audiovisivo proveniente dalle telecamere di sicurezza installate nell’ambiente scolastico. I filmati, provenienti da aule, corridoi e bagni, hanno fornito prove concrete delle dinamiche di abuso, confermando le dichiarazioni dei familiari.
Filmati delle telecamere: prova inconfutabile
Le registrazioni hanno mostrato momenti in cui le maestre, senza alcuna giustificazione pedagogica, infliggevano violenze fisiche e verbali ai piccoli. Grazie a queste riprese, la Corte ha potuto valutare in maniera oggettiva la natura non tollerabile degli atti, rafforzando la decisione di aumentare la pena rispetto a quanto proposto dalla procura.
Il caso, ora archiviato, rimane un monito per le istituzioni educative di Venafro e dell’intero territorio nazionale: la tutela dei diritti dei minori non ammette compromessi. Le autorità locali hanno promesso di intensificare i controlli e di incentivare la formazione del personale docente su metodi educativi rispettosi e non violenti.



