Nella serata di venerdì 23 ottobre, quattro giovani hanno intrapreso un’escursione nel Bosco Faiete, una zona collinare alle spalle della località Cattolica, nei pressi di Campobasso. Il gruppo, inesperto e ridotto a pochi, ha perso rapidamente la cognizione del sentiero a causa del crepuscolo avanzato e della fitta vegetazione. Dopo essersi accorti di non riuscire più a individuare la via d’uscita, hanno deciso di chiamare i soccorsi, segnalando la loro posizione approssimativa. La loro testimonianza ha immediatamente attivato il protocollo di emergenza locale, facendo scattare l’intervento dei Vigili del fuoco del Comando provinciale di Campobasso.
Allarme e primo intervento dei Vigili del fuoco
Il 109 è stato attivato poco dopo le 21, scatenando una risposta rapida da parte delle squadre di emergenza. Una pattuglia dei Vigili del fuoco ha preso in carico la segnalazione, mantenendo un canale telefonico costante con i ragazzi per monitorarne lo stato emotivo e raccogliere indicazioni utili. Gli operatori hanno predisposto un veicolo fuoristrada dotato di sistemi di comunicazione avanzati, pronto a dirigersi verso il punto indicato. L’obiettivo principale era quello di localizzare rapidamente i giovani per evitare che la permanenza notturna in modalità di smarrimento potesse aggravare le condizioni di salute.
Geolocalizzazione: la chiave per ritrovare i ragazzi
Grazie alla geolocalizzazione attivata sui cellulari dei quattro escursionisti, gli operatori sono riusciti a determinare con precisione le coordinate del gruppo, localizzandolo lungo un sentiero dell’area boschiva alle spalle della Cattolica. Questo strumento, combinato con le informazioni fornite telefonicamente, ha permesso di ridurre drasticamente i tempi di ricerca, trasformando un potenziale panico in un’operazione metodica e mirata. L’utilizzo della tecnologia ha dimostrato ancora una volta quanto la precisione dei dati di posizione sia fondamentale nelle operazioni di soccorso notturne.
Procedura tecnica adottata
Il team ha attivato il software di tracciamento GPS integrato nei dispositivi di emergenza, sincronizzandolo con il centro di comando dei vigili. Una volta ottenute le coordinate, è stata tracciata una rotta di avvicinamento ottimale, evitando zone di vegetazione densa che avrebbero potuto ostacolare il veicolo. Gli operatori hanno mantenuto costante dialogo vocale con i giovani, fornendo indicazioni di sicurezza e rassicurandoli fino al loro reperimento. Il risultato è stato la rapida concentrazione del gruppo in una zona di relativa apertura, pronta per la rimozione.
Arrivo sul posto, assistenza sanitaria e conclusione del soccorso
Giunti sul luogo, i Vigili del fuoco hanno avvicinato i giovani, li hanno messi in sicurezza e li hanno accompagnati a valle lungo il sentiero di ritorno. Contemporaneamente, è stata attivata la squadra sanitaria del 118, che ha effettuato un rapido controllo dei parametri vitali dei quattro ragazzi, confermando l’assenza di lesioni o effetti da ipotermia. Il supporto medico è stato fondamentale per garantire che nessuno dei partecipanti avesse subito danni fisici o psicologici rilevanti. Dopo aver completato le verifiche, i soccorritori hanno concluso l’operazione poco dopo le 21, consentendo il ritorno a casa in compagnia dei genitori.
Presenza del personale sanitario
Il personale del 118 ha sorvegliato l’intera operazione, pronto a intervenire in caso di emergenze secondarie. La loro presenza ha fornito un ulteriore livello di sicurezza, permettendo agli operatori dei vigili di concentrarsi esclusivamente sul recupero e sulla guida dei ragazzi verso una via di fuga sicura. Grazie a questa sinergia tra Vigili del fuoco e equipe sanitaria, l’intera vicenda si è risolta senza alcun ricovero, evidenziando l’efficacia della collaborazione interistituzionale in situazioni di emergenza.



