30 ottobre 2026 🌧 9°

Sinistra Italiana a Isernia: nuova sede e appello ai borghi

Vendola apre la sede a Isernia e lancia un forte appello a ridare vita ai borghi delle aree interne.

Sinistra Italiana a Isernia: nuova sede e appello ai borghi

Nel pomeriggio di oggi, la piazza Celestino V di Isernia è stata teatro di un momento simbolico per la politica locale: è stata inaugurata la nuova sede di Sinistra Italiana in collaborazione con l’Avs. L’evento, aperto con il classico taglio del nastro, ha riunito amministratori comunali, giovani attivisti e il presidente nazionale del partito, Nichi Vendola.

La cerimonia è stata accompagnata da una presentazione del saggio “Il vizio della ferocia”, pubblicato da Laterza, che ha fornito a Vendola spunti per una riflessione più ampia sul disagio giovanile e sulle strutture sociali che, a suo avviso, stanno cedendo sotto il peso di una destra sempre più aggressiva.

Inaugurazione della sede di Sinistra Italiana a Isernia

Il taglio del nastro, compiuto dalla consigliera comunale Sara Ferri, ha segnato l’avvio di un nuovo punto di riferimento per la partecipazione politica nel territorio provinciale. Ferri ha sottolineato che la sede nasce dalla crescente adesione dei giovani, evidenziando un vero e proprio boom di iscrizioni fra le fasce più giovani dei cittadini isernesi. “È un luogo di partecipazione, di condivisione, di discussione”, ha affermato, aggiungendo che il centro fungerà da hub per incontri con associazioni e movimenti locali.

Taglio del nastro in piazza Celestino V

Il simbolico gesto ha ricevuto l’approvazione dei presenti, ma è stato soprattutto il discorso di Vendola a dare il tono all’evento. Il leader del partito ha rimarcato che le aree interne, spesso descritte come “capitali” di regioni dimenticate, devono diventare valori dell’Italia del futuro, anziché essere lasciate a una lenta agonia decretata da politiche centralizzate.

Le parole di Nichi Vendola sul futuro delle aree interne

Durante il suo intervento, Vendola ha citato con forza l’affermazione secondo cui “Isernia è una delle capitali di quelle aree interne che la signora Giorgia Meloni ha destinato a morte sicura”. Ha continuato sostenendo che l’identità italiana non è fatta solo di grandi città, ma di Appennini, Alpi, paesi di collina, paesi di montagna, borghi e centri storici. Quando un piccolo paese chiude, muore il suo agricoltura circostante, che rappresenta il principale presidio ecologico del territorio.

Il presidente ha quindi proposto un progetto serio di ripopolamento, invitando le istituzioni a riconsiderare la chiusura di uffici pubblici, scuole e ospedali senza soluzioni alternative. Ha rimarcato che trasformare le aree interne da problema a risorsa è fondamentale per preservare l’ecosistema e rilanciare l’economia locale.

Vendola ha inoltre criticato l’approccio della destra, definendolo “feroce” e basato sull’uso dei manganelli, incapace di intercettare i bisogni di una generazione giovane che vive nella precarietà e nella mancanza di prospettive. Ha ricordato che, quando era ragazzo, il futuro era sinonimo di promessa; oggi è percepito come una minaccia.

Nel suo libro “Il vizio della ferocia”, Vendola espone come le parole violente e le dinamiche di potere creino una cultura della disumanizzazione, in cui il diritto dei popoli è sostituito dal diritto del più forte, ossia gli oligarchi più ricchi. Queste considerazioni hanno trovato eco tra i presenti, che hanno apprezzato la coerenza tra l’analisi teorica e le proposte concrete per le aree interne.

Il presidente ha ribadito che i borghi e le aree interne possono diventare un pilastro per una nuova Italia, a patto che le politiche si focalizzino su un vero e proprio ripopolamento e su investimenti mirati alla riqualificazione del territorio.

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