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Decisione definitiva del Tar sulla riorganizzazione della rete ictus regionale

Il Tar Molise ha bocciato le contestazioni del Comune di Campobasso, mantenendo intatto il piano della rete ictus che prevede il Cardarelli come centro regionale e il Neuromed per le trombectomie.

Decisione definitiva del Tar sulla riorganizzazione della rete ictus regionale

Il Tar Molise ha emesso una sentenza definitiva che rigetta l’azione legale promossa dal Comune di Campobasso contro il riordino della rete ictus della regione. La decisione, depositata in cancelleria pochi giorni fa, dichiara il ricorso in parte improcedibile, in parte inammissibile e in altre parti infondato, confermando così la legittimità dei provvedimenti adottati dalla struttura commissariale.

Motivazioni della sentenza e rimandi normativi

Il collegio, presieduto dal giudice Orazio Ciliberti, ha sottolineato che il decreto 100/2025 – alla base del programma operativo 2019-2021 – è stato integrato da successivi DCA (157/2025 per la rete ictus e 15/2026 per quella trauma). Tali atti, anche se inizialmente considerati preparatori, sono stati valutati sotto il nuovo Programma operativo 2026-2028 (decreto 62/2026), che il Comune di Campobasso non ha impugnato. I magistrati hanno precisato che la struttura commissariale non era tenuta a dare automatica conferma ai DCA precedenti, ma doveva rielaborarli alla luce delle indicazioni dei Ministeri vigilanti.

Riferimenti alle precedenti pronunce

Nel provvedimento 67/2024 il Tribunale di via San Giovanni aveva già annullato alcune previsioni del Programma 2019-2021, evidenziando la mancanza di dettagli sul coinvolgimento dell’Istituto Neuromed di Pozzilli. Questa lacuna è stata colmata nel nuovo assetto: il decreto 157/2025 riconosce la centralità dell’Ospedale Cardarelli come hub regionale, mentre la trombectomia meccanica è affidata al Neuromed in attesa dell’attivazione della radiologia interventistica al Cardarelli.

Funzionamento operativo della rete ictus

Il percorso diagnostico-terapeutico previsto prevede che, in caso di ictus ischemico, il paziente venga valutato inizialmente al pronto soccorso dell’ospedale pubblico di riferimento (Cardarelli, Isernia o Termoli). Se necessario, la fibrinolisi viene effettuata nella stroke unit di Campobasso, Isernia o Termoli. Quando è indicata la trombectomia meccanica, il trasferimento avviene verso il Neuromed di Pozzilli, che è considerato un polo di eccellenza per le patologie neurochirurgiche a livello nazionale. Per gli ictus emorragici, invece, l’IRCCS diventa l’hub di riferimento per gli interventi neurochirurgici.

Criticità sollevate dal Comune e risposta dei giudici

Il Comune di Campobasso, difeso dalle avvocate Claudia Angiolini, Elisabetta Di Giovine e Leandra Fiacco, aveva contestato la designazione del Neuromed, lamentando una presunta inadeguatezza strutturale (assenza di Pronto Soccorso) e la mancanza di una stima dei costi. Il Tribunale ha ritenuto tali osservazioni inammissibili, affermando che ai cittadini interessa soprattutto l’assicurazione della continuità assistenziale, non i dettagli di fatturazione o l’identità dell’ente erogatore. Inoltre, ha evidenziato che l’eliminazione della rete così predisposta creerebbe un vuoto di tutela deleterio per la popolazione.

Conferma della legittimità dell’intero iter di riorganizzazione

Il collegio ha accolto le argomentazioni della struttura commissariale, dell’Asrem (rappresentata dall’avvocato Michele Coromano) e dell’Istituto Neuromed (difesi da Salvatore Di Pardo e Katia Palladino). È stato dichiarato che il Comune di Campobasso non è legittimato a contestare l’inserimento “tout court” del Neuromed nella rete, né a impugnare il nuovo programma operativo 2026-2028. La sentenza, quindi, attribuisce piena validità al nuovo assetto della rete ictus, garantendo la continuità delle cure e l’efficacia delle strutture coinvolte.

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