Ogni anno, a Bisceglie, la celebrazione del Corpus Domini si veste di colori e silenzi: i membri del gruppo di infioratori San Lo’ della Parrocchia di San Lorenzo raccolgono petali, gessetti e materiali colorati per comporre tappeti floreali che fanno da sfondo alla processione cittadina. Questa pratica si rinnova da nove anni e viene preparata con cura fin dalla vigilia, per poi essere completata all’alba della domenica di festa in piazza Vittorio Emanuelenel cuore di Bisceglie.
Il lavoro dietro l’infiorata è lungo e condiviso: molti si prestano a sistemare i disegni e a posizionare i petali secondo i tracciati decisi in precedenza, trasformando il selciato in veri e propri quadri effimeri. Per gli organizzatori si tratta di un atto che unisce devozione e impegno sociale, un gesto che comunica non solo bellezza estetica ma anche la volontà di rinnovare la propria fedeltà spirituale.
L’infiorata 2026 e il messaggio sulla situazione attuale
Nel 2026 il motivo scelto dagli infioratori intende rispecchiare le preoccupazioni collettive: «Il messaggio dell’infiorata 2026 riguarda quanto stiamo vivendo. Le guerre e il caos sembrano dominare.» L’opera floreale si fa quindi veicolo di una riflessione pubblica su fatti che colpiscono la comunità locale e il mondo intero, con simboli e composizioni pensati per richiamare alla responsabilità e alla speranza.
Riferimenti a lutti e vicende locali
La scelta iconografica degli infioratori tiene conto, tra l’altro, dei lutti che hanno segnato Bisceglie: la morte della piccola Aliciadi 12 anni, rimasta vittima della caduta di un albero sradicato dal vento; la scomparsa di Mino Racanatiil marittimo disperso dopo il crollo del viadotto sul fiume Trigno in Moliseil femminicidio di Patrizia Lamanuzziuccisa dal marito che poi si è tolto la vita; e gli omicidi legati alla mafia. Questi fatti concreti sono richiamati nelle composizioni come monito e memoria collettiva.
Parole degli organizzatori e significato religioso
Angela Cangelli, membro del gruppo di infioratori San Lo’spiega che i tappeti floreali «ci consentono di rinnovare la fedeltà al Signore. Per noi è un atto di grande fede e amore». Con questa dichiarazione, l’iniziativa viene presentata come un atto comunitario che unisce arte, liturgia e solidarietà. Cangelli sottolinea inoltre il valore pedagogico dell’opera: «Vogliamo dire con le nostre opere che quando l’uomo si allontana da Dio, perde l’orientamento e cede alla tentazione del potere e del denaro e, chi ne paga le conseguenze è l’umanità intera».
La tensione tra memoria civica e fede emerge anche nella conclusione del messaggio religioso: «Cristo è l’unica fonte di salvezza»frase che rappresenta il nucleo spirituale dell’infiorata e il significato ultimo del gesto rituale per chi partecipa e per chi osserva.
Luogo e pratiche di allestimento
La piazza scelta per l’allestimento, piazza Vittorio Emanueleassume il ruolo di palcoscenico urbano dove i disegni fioriti vengono composti e poi percorsi dalla processione. Gli infioratori lavorano con gessetti per tracciare i contorni, con materiali colorati per i riempimenti e con grandi quantità di petali per creare le superfici cromatiche: una pratica che combina tecniche semplici e molta manualità, resa visibile alla cittadinanza nella mattina della festa.
La manifestazione, che si svolge nel contesto religioso del Corpus Dominioltre a celebrare il sacramento, intende essere un momento di incontro e di rimeditazione sui fatti recenti che hanno colpito la comunità di Bisceglie. L’infiorata si conferma così come una tradizione consolidata da quasi due lustricapace di fondere arte effimera, fede e memoria collettiva.


