La morte della giudice Francesca Ercolini, trovata senza vita nella sua abitazione di Pesaro il 26 dicembre 2026, ha preso una svolta inattesa. La Procura dell’Aquila ha riaperto il caso, sollevando l’ipotesi di omicidio dopo il deposito di una perizia autoptica di 450 pagine redatta dal professor Vittorio Fineschi. Sei persone, tra cui il marito della giudice, sono attualmente indagate.
La nuova perizia ha sollevato seri dubbi sulla compatibilità della scena del crimine con la versione iniziale del suicidio. Gli esperti hanno rilevato segni sul collo della donna che non corrispondono alla striscia di seta trovata annodata alla ringhiera interna. Inoltre, sono stati esaminati i cavi elettrici collegati a lampade presenti nell’appartamento, anche se su questo punto non c’è unanimità di vedute.
Le anomalie rilevate dalla perizia
La perizia di Vittorio Fineschi ha evidenziato diverse incongruenze che hanno spinto la Procura a considerare l’ipotesi di omicidio. I segni sul collo di Francesca Ercolini non sembrano compatibili con la striscia di seta utilizzata per il presunto suicidio. Inoltre, la presenza di cavi elettrici collegati a lampade ha sollevato ulteriori interrogativi.
Gli esperti del Ris sono già intervenuti più volte per ricostruire la scena del crimine e nei prossimi giorni è previsto un nuovo sopralluogo nella casa di Pesaro. L’obiettivo è ottenere rilievi tecnici che possano confermare o escludere l’ipotesi che la scena sia stata simulata o alterata.
Le persone indagate e le ipotesi di reato
Al fascicolo risultano iscritte sei persone, tra cui il marito della giudice, l’avvocato Lorenzo Ruggieri, e il medico legale che effettuò la prima autopsia. Le ipotesi di reato contestate a vario titolo comprendono depistaggio, falsità ideologica e violazione del segreto istruttorio.
Dopo gli accertamenti tecnici che saranno compiuti nei prossimi giorni, le parti saranno chiamate a confrontarsi davanti al gip Marco Billi in un’udienza fissata a L’Aquila per il 22 settembre. La Procura dell’Aquila sta procedendo a tappe forzate per completare i rilievi richiesti e valutare eventuali sviluppi dell’inchiesta.
La riesumazione del corpo e le nuove autopsie
Un anno fa, il corpo della giudice è stato riesumato dal cimitero di Riccia, in provincia di Campobasso, e da allora la salma si trova a Roma, al Policlinico Umberto I, dove è stata condotta la nuova autopsia. Le attività peritali e i sopralluoghi indicano che la Procura intende esaminare con rigore tutte le possibili cause e modalità del decesso.
Negli ultimi incontri, tra cui una riunione alla Sapienza di Roma, è emersa la necessità di ulteriori esami prima di formulare conclusioni definitive. Un altro appuntamento tecnico è stato fissato per il 8 giugno nella capitale, sempre con l’obiettivo di completare il quadro scientifico intorno alle cause che portarono alla morte.
La vicenda, che inizialmente era stata ricostruita come un suicidio, vede ora la scena e le evidenze fisiche rilette alla luce dei nuovi elementi. La Procura dell’Aquila sta


